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domenica 8 febbraio 2015

Corpo di desiderio


“Riflettiamo bene senza il peso di pregiudizi: il corpo del bambino non la sua persona ma ciò che nel linguaggio classico si sarebbe chiamato il suo ‘essere sensibile’, è questo che ci dà accesso a lui, ed è ciò in cui egli vive e rimane. Lungi dal considerare questo essere sensibile uno stato di infermità o di animalità da superare, conviene trattarlo nella sua presenza immediata, estranea ai limiti personalistici. Corpo che non è ancora l’essere proprio, l’unità organica chiusa, la sfera privata o la carcassa per un’interiorità che è caratteristica dell’adulto. Il bambino con il corpo vive e s’esprime. Corpo, superficie di abbracci e congiunzioni, la cui presenza tra gli uomini, come quella dell’oggetto estetico, è riorganizzazione del campo percettivo. Presenza altrettanto inquietante, perché invita a sopprimere la distanza tra i corpi. Un bambino non si osserva, non s’interpella, o non essenzialmente, un bambino si prende, tocca, si arrampica, supera distanze”.
R. Schérer, G. Hocquenghem, CO-IRE. Album sistematico dell’infanzia, PGreco, Milano, 2010.
  Anna Lea Merritt – Love Locked Out

                                                      Antonio Mancini – Bambina nuda


                          Bartolomé Estaban Murillo – A Peasant Boy leaning on a Sill

                                                             Balthus – Les beaux jours

                                                                              Sally Mann


                                               Mary Beale – Portrait of a Young Girl

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