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mercoledì 29 giugno 2016

Jusuq'an MADE IN

Jusuq'an MADE IN
1 Luglio ore 20.45 Anfiteatro Martesana, Parco della Martesana



"Forza, finisci il tuo piatto fino a quando non rimarrà altro che la vera verità.
Oggi, nella fragilità del nostro volo, cercheremo, forse per noi stessi, ma sicuramente per voi, di estraniarci dalla realtà, di volare sopra il suolo a ritmo di grandi salti più o meno pericolosi. Cercheremo di lasciare esplodere la nostra intimità, di dimenticare la paura del vuoto, di piangere dalle risate fino a piegarci in due, tutto questo in un immenso urlo del cuore portato da un insieme di corpi che cercano di spingersi ai propri limiti e oltre...
Che non rimanga nient'altro che questo leggero gusto piccante e sorprendente di quindici corpi messi a nudo. Che non rimanga altro che ciò che è nascosto" (Circolido, 2016).

Venerdì 1 luglio i ragazzi del collettivo «Le Ministère des causes perdues», diplomati alla prestigiosa Ècole Le Lido, scuola di arti circensi di Tolosa, presenteranno il loro lavoro finale «Jusuq'an MADE IN». Uno spettacolo di circo contemporaneo in cui la libertà di movimento e la ricerca personale di ogni performer si fondono con la passione e il rigore per la giocoleria, l'acrobazia, i virtuosismi aerei e funambolici esercizi al palo cinese.

Il 2 giugno, a partire dalle ore 11.00, al Parco della Martesana, incontro aperto con i diplomati dell'Ècole Le Lido, per sperimentare insieme una lezione pratica di improvvisazione circense, a seguire pic nic condiviso.
Bienvenue au Cirque!








martedì 28 giugno 2016

New Game Designer 2016

Torna New Game Designer 2016 presso l'Università Statale di Milano, in via festa del Perdono, 7 a partire dalle 10.30, fino alle 18.00. Una giornata dedicata al mondo dei videogiochi, dove è possibile trovare:

  • Mostra/concorso dei prototipi di videogiochi prodotti dagli studenti
  • Area espositiva/interattiva attività di ricerca e didattiche del laboratorio PONG
  • Aree di orientamento studenti pre-immatricolazione e post-laurea con focus sul settore videoludico
  • Area espositiva di aziende del settore, enti e associazioni
  • Mostre d'arte a tema videogiochi
  • Ampia area dedicata a retrogaming e giochi da tavolo (curata dalla Casa dei giochi UESM)

Trailer di NGD 2016
Alle 14.30 in Aula Magna il seminario Back to the future: i videogiochi dalle origini ad oggi.



lunedì 27 giugno 2016

Diplomati all'Asilo Nido. La pervasività della valutazione


L’atto separatore e sanzionante (Foucault, 1993) dell’esame universitario può rivelarsi, in talune occasioni, un momento di approfondimento e arricchimento reciproco nel dialogo e confronto, seppur  imposto e non richiesto, con gli studenti.
La scorsa settimana durante un accaldato e poco affollato appello estivo, discorrevo, nel fecondo intreccio tra teoria e prassi, con una studentessa e educatrice di asilo nido.

A partire dalle riflessioni di Peter Gray (2015) che invita a riguardare e ripensare criticamente le nostre pratiche e il nostro immaginario educativo e scolastico, la studentessa provava a indagare le consuetudini di una prassi molto diffusa, ahimè anche all’asilo nido: la consegna del diploma a bambini travestiti da piccoli accademici in una lunga e incomprensibile parata, “selfata” e istantaneamente replicata su ogni social dai genitori.

Quali immagini dell’educare e del valutare si celano, non troppo nascostamente, dietro questa cerimonia selettiva e classificante? Perché un bambino di tre anni, che essenzialmente e primariamente gioca, dovrebbe essere valutato e elevato a individuo bravo, meritevole e laborioso? (Antonacci, 2009) Perché il passaggio alla scuola materna, e poi alla scuola primaria, deve essere celebrato con un rituale adulto e vuoto di significato per i bambini?  È forse per questo motivo che i bambini della fotografia, imbellettati e mascherati, ci stanno facendo una pernacchia?

Non si tratta, ancora una volta, di decretare ciò che è “giusto” o “sbagliato”, ma è fondamentale e urgente mantenere costantemente uno sguardo critico sulle teorie e sulle immagini che guidano le nostre pratiche. Allora si potrebbero pensare altre possibilità per ritualizzare il passaggio, per esperire e rielaborare le emozioni contrastanti che abitano la fine e l’inizio di un percorso educativo. Il teatro, la danza, il gioco, la musica, la pittura possono aprire spazi di incantamento, al riparo da sguardi classificanti e giudicanti, nel coinvolgimento di mente/corpo, cognitivo/affettivo. Saranno così i bambini, con le educatrici, a restituire il senso del percorso con un linguaggio ulteriore, che si avvicina maggiormente alla poesia che alla matematica, all'esperienza autentica che a un cerimoniale performativo, a uso e consumo degli adulti.

E, alla fine del post, vi state forse chiedendo quale voto ha preso la studentessa qui citata. Non credo, con Foucault (1993), che la potenzialità di una persona possa essere misurata, standardizzata e incasellata dentro un valore numerico ma restituita e alimentata dal fuoco balsamico dell'incontro educativo.




domenica 19 giugno 2016

La grande estasi dell’intagliatore Steiner di Werner Herzog


La grande estasi dell’intagliatore Steiner è un film documentario di Werner Herzog (1974) che ci restituisce, attraverso immagini sapientemente rallentate nel paesaggio sonoro creato dalla musica (Herzog, Lezioni di cinema III, 1991), l’estasi e la vertigine del gioco.
Walter Steiner è un intagliatore svizzero. Con la stessa passione con cui si dedica alla scultura, Steiner non può fare a meno di giocare a volare con gli sci e, con dedizione artigianale, prepara ogni suo volo. Il suo record mondiale di 179 metri è restato a lungo imbattuto.

Quando inizi a volare senti la tensione nella tua testa ma non prima. Può darsi che non riesca neanche a chiudere la bocca perché sento che è inutile, sono praticamente paralizzato. Poi diventa tutto più semplice. È in questo momento che ti rendi conto di quello che sta succedendo. Questo è quello che rende il volo con gli sci eccezionale (Steiner).

Le parole di Steiner, e tutto il film di Herzog, ci restituiscono il fascino del vortice, quella dimensione del gioco che Roger Caillois (1967) ha classificato come ilinx, la vertigine, lo smarrimento, il panico voluttuoso che ricerchiamo nei giochi di movimento accelerato, di rotazione o di caduta. Il volo sugli sci sembra iscriversi dentro tale categoria senza ridursi ad essa perché entra in gioco anche il destino (alea), le condizioni climatiche, il vento, il gelo, la rapidità della pista e affiora l’agon, la competizione della gara, la destrezza, il valore professionale, l’allenamento.
Per assaporare e, forse, comprendere il brivido del limite, la vertiginosa precipitazione che rapisce Steiner nell’ebbrezza dell’estrema velocità non ci resta che abbandonarci alle immagini, nell’istante spasmodico e infinito del volo.

Vorrei rimanere solo al mondo,
solo io, Steiner,
e nessun altro essere vivente.
Nessun sole, nessuna cultura,
io nudo sulla punta di un’alta roccia,
senza temporali, senza neve, senza banche,
senza denaro, senza tempo, senza respiro.
Forse, solo allora, non avrei più paura.

martedì 7 giugno 2016

Il banco dell'anima

Ecco dove può svolgere la sua efficacia, l’educazione.
Noi invece teniamo gli scolari in iscuola compressi tra quegli strumenti degradanti il corpo e lo spirito che sono: il banco, e il premio e i castighi esteriori, al fine di ridurli alla disciplina dell’immobilità e del silenzio, per condurli dove? Purtroppo per condurli senza scopo.
Si tratta di travasare meccanicamente il contenuto di programmi nella loro intelligenza: programmi compilati spesso nei ministeri e imposti per legge.
Dinanzi a tale oblìo della vita, che è la vita nei nostri figli e della posterità, vien fatto di arrossire pieni di confusione e di vergogna.
Veramente «oggi s’impone come bisogno urgente il rinnovamento di metodi per l’educazione e per l’istruzione; chi lotta per questo, lotta per la rigenerazione umana».
M. Montessori, La scoperta del bambino

Tadeusz Kantor, La classe morta, 1975

Pierre-August Renoir , The Artists Son, Jean, Drawing, 1901

Telemaco Signorini, Bambina che legge

Telemaco Signorini, Bambina che scrive

Théophile E. Duverger, When the Cat's Away the Mice Will Play, c1860

Nicholas Hytner, The History Boys, 2006

domenica 5 giugno 2016

In attesa di giudizio

"Ogni giorno l’allievo penetra, che lo voglia o no, in un pretorio dove compare davanti ai suoi giudici sotto l’accusa di presunta ignoranza. Sta a lui dimostrare la sua innocenza rigurgitando a richiesta teoremi, regole, date, definizioni che contribuiranno al suo rilascio alla fine dell’anno scolastico.
L’espressione “mettere in esame”, cioè procedere, in materia criminale, all’interrogativo di un sospetto e all’esposizione delle accuse, rievoca la connotazione giudiziaria che rivestono la prova scritta e orale inflitte agli studenti".

John Everett Millais, La mia prima predica, 1863

John Everett Millais, Waking, 1865
"Nessuno intende qui negare l’utilità di controllare l’assimilazione delle conoscenze, il grado di comprensione, l’abilità sperimentale. Ma è necessario per questo travestire in giudice e in colpevole un maestro e un allievo che chiedono soltanto di istruire ed essere istruito? Di quale spirito dispotico e desueto si investono i pedagoghi per erigersi a tribunale e tranciare nel vivo col rasoio del merito e del demerito, dell’onore e del disonore, della salvezza e della dannazione? A quali nevrosi e ossessioni personali obbediscono per osar segnare con la paura e la minaccia di un giudizio sospensivo il cammino di fanciulli e adolescenti che hanno soltanto bisogni di attenzione, pazienza, di incoraggiamenti e di quell’affetto che conosce il segreto di ottenere molto esigendo poco?"

Jeam Steen, Severe teacher, 1668


Thomas Armstrong, The test, 1865
“Giudicare impedisce di comprendere per correggere. Il comportamento di questi giudici, allontana dall’allievo impegnato nella sua lunga marcia verso l’autonomia delle qualità indispensabili: l’ostinazione, il seno dello sforzo, la sensibilità all’erta, l’intelligenza aperta, la memoria sempre in esercizio, la percezione della vita sotto tutte le sue forme e la presa di coscienza dei progressi, dei ritardi, delle regressioni, degli errori e della loro correzione”.

Riccardo Milani, Auguri professore, 1997

Vittorio De Sica, Maddalena zero in condotta, 1940

“Ognuno possiede la sua propria creatività. E non tollera più che venga soffocata trattando come un crimine possibile di punizione il rischio di sbagliarsi. Non ci sono colpe, ci sono solo errori, e gli errori si correggono”.
R. Vaneigem, Avviso agli studenti, 1995