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domenica 27 ottobre 2019

VIVIAN MAIER. A COLORI


“Osservando le sue fotografie, vediamo come Vivian Maier avesse imparato a osservare il comportamento umano, l’avvenimento che accade in un attimo preciso, il lampo di un gesto, l’espressione di un volto: eventi che trasformavano ai suoi occhi la quotidiana vita di strada in una rivelazione”.
Joel Meyerowitz








*Alcune fotografie sono prese dal catalogo “Vivian Maier. A colori”, Colin Westerbeck, premessa di Joel Meyerowitz

24 ottobre 2019- 19 gennaio 2020
Galleria Forma Meravigli
Via Meravigli 5 - Milano

venerdì 25 ottobre 2019

Educare l'anima

"É chiaro che stiamo parlando di educare l’anima, e non di inserire a forza in ogni opinione un contenuto, dandogli espressione artistica. Perché allora si avrebbe solo un lavoro cerebrale senza vita. Come abbiamo detto, l’opera d’arte ha un’origine misteriosa. Se l’anima dell’artista è viva non ha bisogno di teorie cerebrali. Trova da sola qualcosa da dire, qualcosa che nemmeno l’artista in quel momento conosce. Gli dice quale forma usare e dove trovarla (nella “natura” esteriore o in quella interiore). Ogni artista che si ispira al cosiddetto sentimento sa che la forma che ha immaginato può improvvisamente apparirgli ripugnante, e un’altra forma, giusta, può “da sola” sostituirsi alla prima, rifiutata. Böcklin diceva che un’opera d’arte giusta dev’essere come una grande improvvisazione, cioè che meditazione, costruzione, composizione preliminare non sono uno stadio in funzione di un fine, perché il fine deve risultare inaspettato all’artista stesso".
Wassily Kandinsky, Lo spirituale nell’arte, Se, Milano, 1989, p.89.

Robert Delaunay, Hommage à Blériot, 1914

Wassily Kandinsky, Rot, 1924

Paul Klee, Port florissant (image de voyage), 1938

Wassily Kandinsky, Improvisation 35, 1914

Jean Dubuffet, Mire G 112 (Kowloon), 1983

mercoledì 16 ottobre 2019

Le radici nel cielo. La disciplina del funambolo per la formazione dell'educatore.

Le radici nel cielo. 
La disciplina del funambolo per la formazione dell'educatore
 di Giulia Schiavone, FrancoAngeli, Milano, 2019.




Come il funambolo ricerca un equilibrio precario in condizioni estreme, anche l’educatore sembra dover sostenere prove analoghe. Una delle questioni principali dell’educatore sembra infatti essere il suo modo di posizionarsi, di ‘prendere posizione’ sulla scena educativa. Come porsi nei confronti dell’altro? Davanti? Accanto? Dietro? Istanze queste che rivelano non solo un modo di muoversi e di spostarsi del corpo nello spazio ma anche e soprattutto un preciso modo di pensare e di mettere in forma la propria progettualità.
Nella prospettiva di un professionista in continua formazione e trasformazione, la disciplina esercitata dal funambolo sembra così tradursi in una duplice istanza: a radicarsi, per essere autenticamente e consapevolmente presenti e ad espandersi, per essere ricettivi, aperti, pronti a ricevere e ad accogliere l’altro. Allenando a una presenza con-centrata, vigile e attenta, gli esercizi psicofisici tratti dal training psicofisico del funambolo, nel testo documentati e rielaborati, possono così responsabilizzare anche l’educatore circa la propria postura – fisica, emotiva e cognitiva -, spronandolo a interrogarsi costantemente rispetto al senso e all’intenzione messa nel proprio agire.
Il volume, rivolto a educatori, insegnanti e formatori, performer e praticanti di discipline artistico-corporee, è un invito a destrutturare il proprio abituale modo di camminare e di attraversare la scena educativa-performativa, per esperire l’equilibrio come tensione vitale al movimento e alla ricerca di un continuo bilanciamento.



Laboratorio di Gioco per Anziani

Laboratorio di Gioco per Anziani tra le attività dell'Associazione per il Refettorio Ambrosiano di Milano.



Il gioco non è solo un'attività per bambini, ma coinvolge tutte le età della vita, a maggior ragione la terza età, che è nuovamente liberata dagli impegni del lavoro. Saranno proposti giochi da fare in piccolo gruppo con il semplice, ma importante, obiettivo di condividere momenti di benessere.
Un'occasione per stare insieme divertendosi e rilassandosi presso il Refettorio Ambrosiano: un luogo speciale, nel quale passare con gli altri momenti leggeri e divertenti.

Gli incontri, progettati e condotti dal gruppo di ricerca interuniversitario Lusory Warp (Università Milano Bicocca e Politecnico di Milano), saranno sempre di lunedì dalle 15.00 alle 16.30 nelle seguenti date:

- 9 dicembre 2019
- 13 gennaio 2020
- 10 febbraio 2020
- 9 marzo 2020
- 11 maggio 2020

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

domenica 13 ottobre 2019

Il bambino sottovuoto


Marius è un bambino di sette anni bravo, educato e obbediente. Marius è stato prodotto in fabbrica per rispondere alle aspettative e al desiderio di futuri genitori di avere un bambino intelligente, responsabile, sottomesso, incapace di dire parolacce e comportarsi scorrettamente.
Marius, per sbaglio, viene consegnato "sottovuoto" in un barattolo di vetro alla signora Berta Bartolotti, una donna senza età che la gente giudica «un tipo eccentrico» perché ha uno strano modo di vestirsi, si mette troppo trucco in viso e parla da sola  a voce alta. Ha, inoltre, una passione sfrenata per i buoni, gli ordini d'acquisto, i campioni gratuiti e le offerte speciali che le riempiono la casa di oggetti non propriamente utili come un'enciclopedia degli animali in diciassette volumi, nove rotoli da preghiera buddista, dieci paia di mutande in angora extra-large. 
Ma in particolare, la signora Bortolotti non può soffrire tutta una serie di parole: "oltre a 'dovere', 'coi piedi per terra', 'di sana pianta', odiava 'scopo', 'sensato', 'normale', 'istruttivo', 'per bene', 'decoro', 'morale', 'casalinga', 'consono' e 'appropriato' ".
Queste le inverosimili premesse e inaspettate condizioni entro cui si realizza l' incontro tra Marius, bambino modello, sapiente e ligio al dovere e Berta Bartolotti, mamma non convenzionale, buffa e scompigliata.
I due imparano a conoscersi e a volersi bene tra incomprensioni e gag spassose finché, un giorno, i signori della fabbrica si accorgono dell'errore e vogliono indietro il loro prodotto per consegnarlo ai legittimi proprietari. 
Riuscirà la signora Bartolotti, insieme ai suoi amici e complici, Kitti e il signor Egon, a tenere Marius?

Il bambino sottovuoto è un romanzo della scrittrice austriaca Christine Nöstlinger (nobel della letteratura per ragazzi) pubblicato nel 1975 che ci sembra quanto mai riproponibile nell'odierna società della perfezione e della performatività. Ai bambini è richiesto, quotidianamente, di essere docilmente obbedienti, sempre attivi e performanti per rispondere alle aspettative adulte e raggiungere una presunta perfezione fisica, estetica, cognitiva, emotiva, morale - pena la marchiatura a bambino incompetente e problematico.
Il bambino sottovuoto offre ai bambini, e anche agli adulti, la possibilità di uscire dalle righe, di sbagliare, di giocare, di urlare, di essere "diseducati", di non conformarsi a un modello che non potrà mai corrispondere alla natura curiosa, misteriosa e ambigua del bambino.