Per ricevere i nuovi post via email

domenica 29 dicembre 2019

Letizia Battaglia. Lo stupore per le immagini del mondo


Le bambine sono io a cercarle, con molta emozione: quando incontro la ragazzina imbronciata, sulla soglia dell’adolescenza, magra, con le occhiaie, i capelli lisci, sono io. E quando la fotografo è come se facessi un incontro di bambina con bambina.
 
La bambina con il pallone, quartiere La Cala, Palermo, 1980

La bambina lavapiatti (non è mai andata a scuola), Monreale, 1979

Mosca, 1989
La bambina e la rosa, Palermo, 1995
Chi fotografa ha un mezzo meraviglioso in mano per esistere, per essere, per incontrare il mondo, per amarlo, per denigrarlo.

Il gioco del killer, Palermo, 1982
I bambini giocano con le armi ricevute in dono dai genitori per il 2 novembre, giorno dei morti, Palermo, 1986

Belfast, 1988

Palermo, 1984    
 
LETIZIA BATTAGLIA Storie di strada.

Dal 05.12.2019 al 19.01.2020

Palazzo Reale - Milano


sabato 28 dicembre 2019

La meraviglia dei bambini


“La meraviglia non è l’emozione fine a se stessa a cui alludono spesso i nomi dei parchi dei divertimenti: una sequenza senza fine di sorprese, forti emozioni e colpi di scena fondati sulla stranezza, l’incredibile, la bizzarria. La meraviglia è uno stato d’animo che nasce dal profondo e ha la straordinaria funzione di metterci in relazione con le cose, noi stessi, gli altri. La meraviglia è la chiave di volta dell’attenzione, del pensiero, della comprensione. Va coltivata e nutrita ogni giorno con intelligenza, pazienza, fiducia. La meraviglia, insomma, non è quella caratteristica leziosa e graziosa che gli adulti attribuiscono all’età infantile, espressione di un’ingenua e innocente ignoranza, presto e auspicabilmente sostituita dal “realismo”, inteso come capacità adulta di pensare le cose “come sono”.
La meraviglia dei bambini è un’attitudine della loro serietà, della loro pervicace necessità di comprendere e di amare, di conoscere e di entrare con intensità in relazione con se stessi e ciò che hanno intorno. E questo perché la meraviglia, per tutti, non solo per i bambini, rimane uno fra gli strumenti di crescita e sviluppo più importanti. Privarne gli esseri umani è una perdita, una sciagura irreparabile”.
G. Zoboli in S. Vecchini, Una frescura al centro del petto, Topipittori, Milano, 2019, pp. 73-74.

Pasquale Miglioretti, La sorpresa, 1870

giovedì 12 dicembre 2019

Il bambino dei baci

Ulf Stark, Il bambino dei baci, Iperborea, Milano, 2018


Il bambino dei baci è un piccolo ma prezioso libricino edito dalla collana Iperborea rivolta a bambini e ragazzi.
È una storia dedicata all’amore, al gioco, al divertimento come fa intuire la buffa illustrazione in copertina di due bambini gioiosi e beffardi a testa in giù, con l’ombelico all’aria e i piedi scalzi.   
Il libro racconta i giochi e le scorribande del piccolo Ulf, che non ha mai baciato una ragazza e di Berit, che tutti chiamano Armata Rossa perché ha folti capelli rossi, un sacco di lentiggini e mette a tappeto tutti quelli che la prendono in giro.
Il bambino dei baci è una storia spassosa e divertente, una storia preziosa perché ha il coraggio di parlare d’amore ai bambini accostandosi con delicatezza al loro vissuto, alle loro emozioni, corpi e pensieri. E non parla d’amore in modo sdolcinato, edulcorato o didascalico. Non parla d’amore per divieti e interdizioni. Parla ai bambini di un legame misterioso di curiosità e scoperta, amicizia e condivisione, aiuto e sostegno reciproco, di accettazione di ciò che si è. L’amore muove oltre le apparenze e spinge ad affrontare qualsiasi sfida.

giovedì 5 dicembre 2019

La felicità del gioco

"Nessun dovere astratto, nessuna preoccupazione eccessiva per il futuro ma piuttosto si dedichi ogni cura a ché il fanciullo possa godere nella sua vita di fanciullo, e non si creda al sciocco pregiudizio che pretende che in tal modo egli impiegherebbe i primi anni a non far niente. Come non è niente esser felice? Niente giocare, saltare, correre tutta la giornata? In tutta la sua vita non sarà più tanto occupato” (Rousseau, Emilio, 1972, p.114)

                         André Henri Dargelas, Playtime
          Helen Levitt. N.Y, 1940

Joaquín Sorolla, Running along the Beach,1908