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mercoledì 30 settembre 2015

Scienzabile: inclusione e gioco tra scienza e disabilità

Presentazione del progetto sabato 3 ottobre dalle 10.00 alle 11.30 durante l’ Open Day per insegnanti al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.



Scienzabile è un progetto innovativo e sperimentale nato nel 2014 dalla partnership tra l’associazione L’abilità onlus e il Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.    
Scienzabile  è rivolto ai bambini con disabilità intellettiva tra i 6 e i 10 anni e si propone di realizzare una piena inclusione sociale attraverso la possibilità di vivere un’esperienza ludica al museo con la scuola o la famiglia.
L’aspetto innovativo di Scienzabile, rispetto alla maggior parte dei progetti attivi nei musei che propongono percorsi dedicati esclusivamente alle persone con disabilità, consiste nel proporre al bambino con disabilità cognitiva la possibilità di visitare le collezioni e partecipare alle attività di laboratorio insieme al gruppo dei pari o ai famigliari.
Come guardare un grande treno a vapore?
Come scoprire i segreti delle bolle di sapone?
Come manipolare quei materiali così strani?
I laboratori interattivi e la visita guidata sono stati pensati e adattati a partire dai bisogni e dalle possibilità di ogni bambino e sono condotti da operatori preparati che sostengono l’inclusione rispettando tempi e capacità del bambino, utilizzando appositi giochi e integrando il linguaggio con sequenze di immagini e carte di comunicazione. Sono stati inoltre predisposti dei materiali, disponibili alla pagina www.museoscienza.org/scienzabile, per preparare i bambini alla visita al museo e rendere l’esperienza prevedibile, priva di ansia e di stress e aumentare il coinvolgimento emotivo e cognitivo.
I bambini con disabilità possono così partecipare e condividere un’esperienza di gioco e di piacevolezza che rende fruibile e accessibile il Museo a tutti e a ognuno.
Sabato 3 ottobre, dalle 10.00 alle 11.30, in occasione dell’Open Day del Museo dedicato a insegnati e educatori, verrà presentato il progetto dalla referente Alice Pistocchi e dalla pedagogista Elisa Rossoni con l’obiettivo di sensibilizzare educatori e insegnanti, nelle cui classi sono presenti bambini con disabilità intellettiva, alla partecipazione a un’esperienza culturale significativa di gioco e inclusione.

L’ingresso al Museo è libero previa registrazione all’indirizzo didattica@museoscienza.it entro le ore 16.00 di venerdì 2 ottobre, oppure il giorno stesso presso il desk dei Servizi Educativi all’ingresso (a partire dalle 09.30  di sabato 3 ottobre).


domenica 27 settembre 2015

Il sentiero dei nidi di ragno. Tra le trame dell’infanzia.



“I grandi sono una razza ambigua e traditrice, non hanno quella serietà terribile nei giochi propria dei ragazzi, pure hanno anch'essi i loro giochi, sempre più seri, un gioco dentro l’altro che non si riesce mai a capire qual è il gioco vero”.

Pin è il protagonista del primo romanzo di Italo Calvino Il sentiero dei nidi di ragno. Pin è un bambino che osserva e partecipa alla guerra partigiana, ma è anche, a mio parere, simbolo di uno sguardo archetipico, di uno sguardo infante.
Non conosciamo precisamente la sua età e il suo nome, non sappiamo esattamente da dove provenga, la sua voce “rauca da bambino vecchio” risuona beffarda tra caruggi e osterie. Pin sembra essere una figura ambigua, in bilico tra il mondo infante di cui testimonia uno sguardo e il mondo adulto di cui indossa una giacca “troppo da uomo per lui”, da cui è affascinato ma che rimane “incomprensibile e nemico”. Pin è un “ragazzo che non sa giocare, che non sa prender parte ai giochi né dei grandi né dei ragazzi”. È un bambino irriverente, è un monello e un vagabondo – dice lo stesso Calvino, non si lascia facilmente addomesticare dal dispositivo panottico e disciplinante della prigione, urla, scalcia e ricalcitra finché ottiene la libertà.
Pin è scanzonato e sfacciato, diverte i grandi con i suoi scherzi e le sue canzoni, li sbeffeggia, svela i loro misfatti, è un “guastafeste” (Huizinga, 1972) che smaschera le regole del gioco degli adulti.
Pin è animato da una curiosità famelica, è assetato di avventura, è ammaliato dai fuochi della battaglia, è guidato da una conoscenza appassionata e animale che lo connette al mondo. Solo lui conosce un luogo segreto e inaccessibile agli adulti, una radura dove si compiono “incantesimi”, dove i ragni fanno i nidi, “delle tane, dei tunnel tappezzati d’un cemento d’erba secca” e chiusi da una porticina meravigliosa e tonda che si può aprire.
Il sentiero dei nidi ragni è il luogo dell’infanzia, è il cerchio magico del gioco dove è impossibile disgiungere la crudeltà e la purezza, la realtà e l’immaginazione, la violenza e la vita, dove una pistola può diventare  “una bacchetta fatata” e Pin “un re, un dio”.
E il romanzo si conclude proprio nel “posto magico” del Bambino, che è stato deturpato da un “traditore” ma dove Pin non è infine più solo ma ha trovato il “Grande Amico” che ha saputo capire e abbassarsi per ri-guardare dentro le intricate trame dell’infanzia.

“E continuano a camminare, l’omone e il bambino, nella notte, in mezzo alle lucciole, tenendosi per mano”.

mercoledì 23 settembre 2015

Convegno sul Gioco d'azzardo

La sottile linea verde. Il confine tra gioco d'azzardo e gioco d'azzardo patologico.
San Pellegrino Terme (BG),  Presso il Casinò Municipale
29 settembre 2015 - 9.30-17.00

Il gioco d’azzardo ha assunto nel nostro paese, così come nel nostro territorio, dimensioni rilevanti e nessun'altra attività economica è in cosi intenso e costante aumento. Di per sé fonte di divertimento, fa parte della storia dell’uomo, della sua cultura ed è presente nelle società di ogni tempo. Il gioco d’azzardo, d’altra parte, porta con sé il rischio che, in persone particolarmente vulnerabili, possa sfociare in una vera e propria malattia (Gioco d’azzardo patologico), assimilabile ad altre forme di dipendenza con le inevitabili conseguenze di sofferenza personale, familiare e sociale.

La locandina del convegno




martedì 22 settembre 2015

"L'immaginazione è essenziale". La voce di un bambino

..." e dunque la natura del daimon e il codice dell'anima non possono essere compresi con mezzi fisici, ma solo con un pensiero indagatore, un sentimento aperto al sacro, un'intuizione evocativa e un'immaginazione ardita: le modalità di conoscenza del Puer".
J. Hillman, Il codice dell'anima, Adelphi, Milano, 1997, p. 352




lunedì 14 settembre 2015

Gameover 2015

GAMEOVER
19-20 SETTEMBRE 2015 a Milano
Festival underground degli sviluppatori indie.
Un evento nato per dare spazio, visibilità e accesso al mondo degli sviluppatori di videogiochi indipendenti italiani. Il Leoncavallo apre le sue porte a tutte le sfaccettature dell’informatica videoludica: dalla musica alla grafica, dal software libero dei prodotti creative commons alle più svariate applicazioni dell’elettronica, dai maker fino a droni e robotica.

Dalle 16.00 alle 17.00 sabato 19 settembre ‘Gioco e libertà’, relazione di Francesca Antonacci, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano Bicocca e Maresa Bertolo, Dipartimento di Design, Politecnico di Milano.

Il gioco d'azzardo in adolescenza

Intervista a Radio Cusano Campus sul rischio del gioco d'azzardo in adolescenza nel corso della trasmissione Genitori si diventa: il gioco d'azzardo.


domenica 13 settembre 2015

La Grande Madre

La mostra “La Grande Madre” è in corso a Palazzo Reale, a Milano, fino al 15 novembre 2015.
Qui una piccola selezione di immagini intrecciate indissolubilmente e intimamente alla simbolica d’infanzia.



Salvador Dalì, Baby Map of the World, 1939


Hannah Höch, L’urlo, 1930


Oscar Bony, La famiglia operaia, 1968-1999
Dorothea Lange, Migrant Mother, 1936



Gertrude Käsebier, Adorazione, 1897
Emmy Hennings, Emmy Hennings con Bambola-Dada, 1917
Ida Applebroog, Monalisa, 2009

Ida Applebroog, Monalisa, 2009

Roman Ondák, Teaching to Walk , 2002/2015
Carol Rama, Appassionata, 1939


Olga Fröbe- Kapteyn, L’archetipo della Grande Madre
Meret Oppenheim, Immagine votiva (Angelo strangolatore), 1931


Max Ernst, La femme 100 tête, 1929
Max Ernst, La femme 100 tête, 1929

Olga Fröbe- Kapteyn, L’archetipo della Grande Madre
Nari Ward, Amazing grace, 1993



Olga Fröbe- Kapteyn, L’archetipo della Grande Madre
Käthe Kollwitz, Donna con bambino morto, 1903


Louise Bourgeois, Femme, 2005


Pipilotti Rist, Mother, Son & the Holy Milanese Garden, 2002/2015

Olga Fröbe- Kapteyn, L’archetipo della Grande Madre
 
Frida Kahlo, La cerva ferita, 1946





mercoledì 9 settembre 2015

Paul Klee. Maestro del mistero

"Ed ecco grandinare gli improperi: romantico! cosmico! mistico! E che, dovremmo noi dare la cattedra a un filosofo, a un mago? O ai grandi morti (i quali morti sono?) [Con i grandi morti, niente da fare. Sono morti.] Le lezioni bisognerebbe tenerle i giorni di festa, fuori dai complessi scolastici: sotto gli alberi, tra le bestie, sulle rive dei fiumi, o su montagne in mezzo al mare.
Bisognerebbe porsi compiti quali: la costruzione del mistero.

[…] La scuola vive. Viva la scuola!"

P. Klee, Confessione creatrice e altri scritti, Abscondita, Milano, 2004, p.59.


Fish Magic, 1925
Dream City, 1921
Full Moon, 1919
Asino, 1925
In the Desert, 1914
Ponte Rosso

martedì 8 settembre 2015

Gioco e quindi imparo

09 settembre 2015, 10.00 -16.00
Bi - LA FABBRICA DEL GIOCO E DELLE ARTI
Cormano, via Gianni Rodari 3

Il convegno affronta temi strategici per sviluppare in classe attività legate al gioco e all’arte, per favorire un apprendimento attivo e propone il coinvolgimento diretto dei partecipanti in workshop di sperimentazione delle suggestioni proposte. Un’occasione d’incontro tra educatori e insegnanti che lavorano nella scuola (infanzia primaria e secondaria inferiore) o nell’extrascuola, nei servizi educativi, per una condivisione di esperienze, competenze, pratiche e metodologie.




giovedì 3 settembre 2015

Il gioco del flauto magico

Domenica 13 Settembre - ore 21.15 - a Sarmato (Piacenza) in via della Chiesa, 2  debutta Il gioco del flauto magico, una riduzione de Il Flauto Magico ad opera di Lorenzo Arruga con la regia di Miriam Camerini.