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giovedì 28 febbraio 2019

Federico

L. Lionni (1967), Federico, Babalibri, Milano

«Non voglio applausi, non merito alloro. Ognuno in fondo, fa il proprio lavoro».

Federico è un topolino che per lavoro raccoglie raggi di sole, colori e parole. Federico è un poeta. Un artista, un apprendista stregone che fa magie con le sue immagini poetanti capaci di trasformare la realtà e creare altri mondi possibili.
Federico non si preoccupa, come invece fanno tutti gli altri topolini, di cercare e accumulare provviste per il gelido inverno, ma perde tempo a sognare, meditare, immaginare.


A vent’anni dalla scomparsa di Leo Lionni vogliamo ricordare il grande autore di libri per l’infanzia suggerendovi la lettura di questo albo illustrato che ci ricorda la necessità di non smettere mai di ascoltare e sostare a lungo intorno alle domande semplici ed essenziali dei bambini e di mantenere uno sguardo infante che si diverte a osservare il mondo e a coglierne i dettagli e le crepe, a trasformare e animare le cose e a modificare le relazioni tra esse per restituirci un mondo abitato dalla poesia, dalla lentezza e dalla bellezza.

«Chi fa la neve, il prato, il ruscello?
Chi fa il tempo brutto oppure bello?
Chi dà il colore alle rose e alle viole?
Chi accende la luna e il sole?
Quattro topini, azzurri di pelo,
che stanno lassù a guardarci dal cielo.
Uno fa il sole e l’aria leggera
e si chiama topino di Primavera.
Bouquets profumati…serenate,
ce li regala il topino dell’Estate.
Il topino d’Autunno fa scialli e ricami
con foglie dorate strappate dai rami.
Il topino d’Inverno, purtroppo si sa,
ci dà questa fame… e il freddo che fa.
Le stagioni sono quattro. Ma a volte vorrei
che fossero sette, o cinque, o sei».



lunedì 25 febbraio 2019

Bbetween 2019 Play - Performing Arts - Nei cieli di Mirò,

Sono aperte le iscrizioni per Bbetween 2019 Play - Performing Arts – Nei cieli di Mirò.

Sul filo del racconto di Pennac, che parla di sogni, di paure, di desideri dell’infanzia, il percorso darà ai partecipanti l’occasione di vivere un'esperienza di riflessione e arricchimento legata alla dimensione finzionale del teatro.
Il teatro, immergendo in uno spazio-tempo altro dalla realtà ordinaria, diverrà dimensione privilegiata per esercitare a tenere insieme aspetti differenti e complementari dell’esperienza umana.
Le attività, coordinate dalla prof.ssa Antonacci, saranno condotte da formatori professionisti esperti in teatro e prevedono l’utilizzo di metodologie corporeo-espressive ed esperienziali, in singolo, piccolo e grande gruppo.
Date:
  • 28 marzo - aula motoria (U16 piano -1) – dalle ore 15:00 alle ore 18:30
  • 31 marzo - spettacolo “Nei cieli di Mirò” presso il Teatro Bruno Munari (Teatro del Buratto) - alle ore 16.30
  • 31 marzo – incontro con gli attori sempre presso il teatro – subito dopo lo spettacolo
  • 03 aprile - aula motoria (U16 piano -1) – dalle ore 15:00 alle ore 18:30

Iscrizioni aperte fino al 10 marzo.

domenica 17 febbraio 2019

I bambini sono emissari del vuoto


“Il vuoto è conoscitore di mondi. Non tiene archivi, ma come uno sfondo luminoso di silenzio amplifica quel che di noi non è ancora vuoto, non ancora liberato, come fa la luce tersa del mattino con i più minuti particolari di un paesaggio.
Noi amiamo il modo in cui i bambini parlano, come dei piccoli profeti, perentori e assoluti. Il fatto è che i bambini frequentano molto il vuoto, l’hanno lasciato da poco e hanno poche opinioni, scarse esperienze a cui fissarsi, per cristallizzare il pensiero in concetti, e il vuoto è fluido, i bambini sono emissari del vuoto”.
Chandra Livia Candiani, Il silenzio è cosa viva. L’arte della meditazione, Einaudi, Torino, 2018, p.125.

Carlo Mattioli, Anna con il cappello del nonno, 1976

Medardo Rosso, Bambino al sole, 1892

Marino Marini, Portrait of Paolo, 1956

Alexej von Jawlensky, Child, 1909

Maria Lassnig, Little Girl on a Farm – Standing Girl, 1948

Pablo Picasso, I due fratelli, 1906

sabato 16 febbraio 2019

Le domande dei bambini


A Palazzo Lanfranchi, insieme ai grandi eventi che hanno aperto Matera Capitale Europea della Cultura, quasi in sordina, in un corridoio al secondo piano, si vede la mostra Ingrandimenti. Piccoli ma preziosi.
La mostra espone le serigrafie realizzate dai bambini delle scuole primarie di Matera in laboratori tenuti al Museo di Palazzo Lanfranchi, a partire dalla riflessione su chi siamo noi e sulle diversità che ci rendono unici.
Per rispondere alle domande “Perché io sono io e non sono te?” e “Perché siamo tutti diversi?” i bambini hanno guardato a loro stessi come persone con pensieri e volti differenti. Hanno dapprima disegnato l’autoritratto, ritagliato e poi stampato in serigrafia e quindi scritto i pensieri che li differenziano nella loro anima e nella ricerca di risposte alla vita.
Come i filosofi e i poeti, i bambini scoprono la realtà e le danno significati con domande. Lo fa il bambino piccolo a tre anni quando scopre una foglia, una pentola, una campana (che cos'è?); lo fa a sei, sette, otto anni nella curiosità scientifica e spirituale che gli appartiene in quanto puer ludens: “Perché quando chiudo gli occhi vedo delle immagini?” “Cosa vince chi ha vinto la guerra?” “Chi ha costruito il cielo?”.
Il bambino vede e disegna la propria unicità ma vede e disegna anche la sua domanda che, assemblate su un doppio filare alle pareti del Museo, sventolano come bandiere tibetane invocando la risposta dai cieli.
Rispondere ai bambini vuol dire far scendere le nostre parole dall'olimpo, compito non facile proprio perché la domanda è domanda di vita.
Rispondere ai bambini, lo si deve fare utilizzando un linguaggio comprensibile, “usando esempi tratti dalla realtà o rubati dall'immaginazione e soprattutto dimostrare che tutto si supera con il sorriso del rispetto. E che grazie all'assurdo siamo tutti apprendisti stregoni” (Tomi Unger, 2017).





















venerdì 8 febbraio 2019

Bbetween 2019 Play - Performing Arts - Minilabs

Sono aperte le iscrizioni al Percorso Bbetween 2019 Play - Performing Arts - Minilabs, coordinato dalla prof.ssa Antonacci, presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Attraverso l'incontro con le arti performative (teatro, danza, arti circensi), il percorso affinerà la capacita' di guardare, ascoltare, leggere la complessità insita nei contesti professionali e immaginare le possibili trasformazioni delle dinamiche e delle relazioni.

Scadenza iscrizione: domenica 20 Febbraio 2019.



Donka, Compagnia Finzi Pasca

A chi è rivolto? Il percorso è aperto a tutti e non è richiesta alcuna competenza in ingresso.

Che cos'è? Bbetween 2019 Play – Performing Arts: minilabs, attraverso l'incontro con le arti performative, affinerà la capacità di guardare, ascoltare, leggere la complessità insita nei contesti professionali e immaginarne le possibili trasformazioni delle dinamiche e delle relazioni. Le attività saranno condotte da formatori professionisti esperti in teatro, danza e arti circensi e prevedono l’utilizzo di metodologie espressive ed esperienziali, in piccolo e grande gruppo. Gli incontri alterneranno momenti di osservazione e ascolto attraverso giochi/esercizi psico-corporei e attività di rielaborazione espressive individuali e di gruppo con l'intento di attivare dinamiche di cambiamento a partire dall’esperienza, dalla riflessività condivisa e dai processi di immaginazione attivati.

Dove e quando?
  • Mercoledì 27 febbraio 2019 dalle 16.00 alle 18.00 in aula seminari 4288 (U6 quarto piano) - Modulo di Presentazione e Avvio attività
  • Lunedì 4 marzo 2019 dalle 15.00 alle 18.30 in aula motoria (U 16 piano -1) - Modulo teatro
  • Lunedì 11 marzo 2019 dalle 15.00 alle 18.30 in aula motoria (U 16 piano -1) - Modulo teatro
  • Lunedì 18 marzo 2019 dalle 15.00 alle 18.30 in aula motoria (U 16 piano -1) - Modulo danza
  • Lunedì 25 marzo 2019 dalle 15.00 alle 18.30 in aula motoria (U 16 piano -1) - Modulo danza
  • Lunedì 1 aprile 2019 dalle 15.00 alle 18.30 in aula motoria (U 16 piano -1) - Modulo arti circensi
  • Lunedì 8 aprile 2019 dalle 15.00 alle 18.30 in aula motoria (U 16 piano -1) - Modulo arti circensi
  • Mercoledì 17 aprile 2019 dalle 16.00 alle 18.00 in aula seminari 4288 (U6 quarto piano) - Modulo conclusivo

Per iscrizioni e maggiori informazioni: https://www.unimib.it/bbetween/performing_arts

domenica 3 febbraio 2019

Il piccolo Clown


Il teatro è pieno e brulica di un vociare fluttuante e trasognato. Lentamente si abbassano le luci che preannunciano ai piccoli e grandi spettatori che qualcosa sta per accadere. Dal buio esplode un boato di stupore, attesa, paura. Il buio consente l’ingresso in un luogo altro, nello spazio dell’immaginazione creatrice che i bambini sono soliti abitare. Per questo non credo abbiano bisogno di adulti che, come traduttori simultanei, spieghino rigorosamente e incessantemente cosa succede sul palcoscenico. Non servono le parole. C’è silenzio, attenzione, incantamento.
Lo spettacolo può iniziare.


Un arcigno e scostante contadino entra in scena. Compie, solitario, le sue routine quotidiane scandite dai ritmi del lavoro e della terra. Finché un giorno,  un piccolo clown, portato misteriosamente da un treno, irrompe nella sua vita. Il bambino cerca da subito una relazione di gioco con l’adulto, con urgenza e naturalezza. L’adulto ne è infastidito, lo ignora, non comprende gli scherzi, i gesti inutili e esilaranti del bambino che vorrebbe danzare, suonare, sognare con l’adulto.

Non vi spiegheremo cosa succede poi. Vi invitiamo semplicemente a essere spettatori incantati, come i bambini, che si lasciano compenetrare dalla magia di questo spettacolo per uscire da teatro trasformati e con in testa il cappello rosso del piccolo clown, bambino letterale e metaforico sepolto in tutti a irraggiungibili profondità. Il bambino curioso, irriverente, serio e allegro insieme, che indica il percorso per ritrovare il tesoro nascosto dell'infanzia  e scavalcare i recinti delle categorie note e strumentali che irretiscono la nostra vita quotidiana in ogni minimo aspetto (Zolla, 2002).

Alla fine dello spettacolo i due attori, padre e figlio, si siedono sul palcoscenico e i bambini gli corrono incontro per  un abbraccio, per ringraziarli di questo emozionate incontro.  


Di Klaus Saccardo, Nicolò Saccardo e Natascia Belsito
Con Klaus Saccardo e Nicolò Saccardo
Produzione Compagnia dei somari, ariaTeatro, Teatro delle Garberie