Per ricevere i nuovi post via email

giovedì 20 giugno 2019

Signori bambini


Tema:
Una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico, ti precipiti in camera dei tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini. (p.19)

Il compito, assegnato per punizione dal temibile e detestato Monsieur Crastaing a tre allievi colpevoli di aver fatto un disegno ironico e denigrante dello stesso insegnante, è il pretesto, per Daniel Pennac, per creare una storia divertente e imprevedibile, per avviare una riflessione sull’infanzia.
Non vi sveleremo cosa succederà a Igor, Joseph e Nourdine e ai loro genitori, ma vi restituiamo le parole appassionate di Crastaing, professore inossidabile che ha la capacità di trasformare i suoi allievi in statue di sale e di ricercare l’infanzia perduta.

“Darei qualsiasi cosa, mi sentite, assolutamente qualsiasi cosa per fare mio solo un secondo della vostra infanzia! Provarne la gioia imbecille! L’ignoranza così piena! I dispiaceri ottusi! La propensione a passioni a ripetizione, a rinnegamenti fulminei, all’oblio a comando, alla cicatrizzazione immediata! La sbalorditiva assenza di motivazioni! L’ebbrezza del presente! La coscienza puramente digestiva! Darei qualsiasi cosa per essere stupido, un istante, come un bambino! Godere appieno di questa stupidità!
Pascermi una volta per tutte di questa idiozia delle origini e tornare al mio io adulto sentendo finalmente di cosa mi sono liberato, a cosa sono stato capace di sfuggire, cosa la mia coscienza ha sconfitto! Come dev’essere bello un ricordo d’infanzia!
[…] Come si deve essere pienamente quando si viene da dove siete voi!
Con tutta quella stupidità dietro le spalle! E come si vive male, quando non si è mai sentito quell’afrore! Come si esiste poco senza infanzia!” (p.176).

domenica 9 giugno 2019

We the Animals



We the Animals è il titolo originale del film del regista statunitense Jeremiah Zagar, malamente italianizzato in Quando eravamo fratelli. C’è una differenza, non sottile, nell’attribuzione dei due titoli perché ognuno può esprimere, a mio parere, uno sguardo diverso sul film.
Quello che a noi interessa è lo sguardo del bambino, di Jonah, i cui profondi e insondabili occhi blu vengono inquadrati costantemente e a distanza ravvicinata per farci intuire i suoi pensieri, il suo modo di sentire e percepire, le sue rêverie tradotte dal regista in immagini oniriche.
Immagini di infanzia, di crescita e individuazione, autorealizzazione e frustrazione, spensieratezza e sofferenza, scorribande e pericoli, sogni e fughe, nascondimenti e condivisione, istintualità e aggressività, fiducia e tradimenti.
Manny, Joel e Jonah costituiscono un piccolo branco, sono tre fratelli, di origini portoricane e americane, che vivono in una zona rurale degli Stati Uniti in una famiglia con poche risorse economiche e educative. Un branco senza un capo, senza riferimenti genitoriali di cui fidarsi e a cui affidarsi e incapaci di accogliere i cambiamenti imprevedibili legati alla crescita di ognuno, in particolare di Jonah. Il bambino trova, nel suo rifugio segreto sotto il letto, la possibilità di esprimere la sua personalità e identità sessuale attraverso l'arte del disegno. Finché verrà scoperto. 



sabato 1 giugno 2019

Il diritto al riposo, al tempo libero, al gioco


«Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale e artistica. Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali»
Art. 31, Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, 1989

Giovanni Giacometti, Fanciulli al sole, 1910

Joan Miró, Composition (Petit univers), 1933

Paul Gauguin, Lotta di bambini bretoni, 1888

Félix Vallotton, Trois femmes et un petite filles jouant dans l’eau, 1907

Paul Klee, Marionette (colorate su fondo nero), 1930

Massimo Campigli, Il gioco del filo, 1946