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lunedì 25 aprile 2016

Il gioco come nutrimento dell'anima

Una performance di danza, narrazioni, immagini, e giochi circensi

Sabato 7 maggio dalle 17.30 alle 19.30



Perché nel quotidiano i bambini non giocano più da soli, per le strade o nella natura, come in passato?
Perché il gioco per gli adulti è diventato solo l’azzardo?
Proveremo a rispondere presentando il gioco come possibilità poetica per l’uomo.
Una performance di danza e alcuni interventi del Gruppo Puer Ludens saranno gli ingredienti per incontrare il gioco e capire come può trasformare dinamiche, relazioni, contesti.
Perchè con il gioco si sperimenta, si conosce, si apprende, si cambia, si crea, in tutte le fasi della vita, anche in età adulta! 

Danzatori Marta Brunato e Lorenzo De Simone
Musicista / Percussioni: Lorenzo Borroni
Coreografie: Ilaria De Lorenzo e Marta Brunato

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

È necessario iscriversi inviando una mail a:
iscrizioni@perilrefettorio.it
o telefonando al numero 380 8922240
dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19.

Per informazioni:
www.perilrefettorio.it

Puer Ludens è un gruppo di ricerca sul gioco del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca:
Francesca Antonacci, Ilaria De Lorenzo, Natascia Micheli, Federica Negri, Susetta Sesanna, Sara Riva, Elisa Rossoni, Giulia Schiavone.
www.puerludens.it

domenica 24 aprile 2016

Mustang: il gioco proibito al cinema Conca verde (BG)

Martedì 17 maggio alle 20.30 nel ciclo Cinefilosofia 2016, presso il cinema Conca Verde a BG, troverete anche parte del gruppo Puer ludens.
Dopo la proiezione di MUSTANG, di Deniz Gamze Ergüven, 2015, un commento delle immagini a cura di Francesca Antonacci.

MUSTANG
Il gioco avviene in un cerchio magico, spumoso e impalpabile come un'onda, ma quando viene frainteso le regole possono trasformarsi in catena e il cerchio in prigione.


domenica 17 aprile 2016

Il bambino e l'infinitudine

“Per il momento i genitori e la scuola lottano contro ogni mente fuori dell’ordinario, atipica, debole o che ancora non ha trovato il proprio equilibrio.
[…] Tutta la pedagogia contemporanea vuole che il bambino cresca comodo, tende coerentemente a sopire, soffocare e distruggere, passo dopo passo tutto ciò che costruisce la volontà e la libertà del bambino, che tempra il suo spirito, che conferisce forza alle sue richieste e alle sue intenzioni.
Gentile, obbediente, buono, comodo: senza pensare che sarà privo di libertà interiore e incapace di affrontare la vita”.

Robert Doisneau

"Un bambino è una pergamena fittamente ricoperta di minuscoli geroglifici, dei quali riuscirai a decifrare soltanto una parte; alcuni ti capiterà di cancellarli del tutto, altri di annebbiarli un poco e riempirli con i tuoi contenuti".

Robert Doisneau

"Cerca quella particella di te che in esso vive latente, che ti appartiene e che non ti appartiene. Forse la scorgerai, forse potrai farla emergere e sviluppare.
Il bambino e l’infinitudine
Il bambino e l’eternità.
Il bambino: un pulviscolo nello spazio.
Il bambino: un momento nel tempo".
J. Korczak (2015), Come amare il bambino (1920), Luni Editrici, Milano.


Robert Doisneau


domenica 10 aprile 2016

"La prima volta che".


Lo psicologo americano James Hillman per affrontare il tema del tradimento racconta, nel saggio Puer Aeternus (1999), una storiella ebraica. Per insegnare al figlio a essere coraggioso, il padre lo invita a saltare da un gradino sempre più alto. Il bambino ha paura ma, siccome si fida del padre, ogni volta salta tra le sue braccia finché, arrivato a un gradito molto alto, il padre si tira indietro e il bambino cade. “Mentre tutto sanguinante e piangente si rimette in piedi, il padre gli dice: «Così impari: mai fidarti di un ebreo, neanche se è tuo padre» (Hillman, 1999, p.13).
Questa storiella, che evidentemente va oltre il suo apparente antisemitismo – “tanto più che si tratta di una storia ebraica”- ci dice qualcosa, secondo Hillman, a proposito della necessità, ad un certo punto, di un atto di rottura della fiducia originale per favorire la vita, per permettere all' altro di scoprirsi come individuo.
Ho voluto iniziare con questa storiella per introdurre un testo che testimonia  e riunisce storie differenti che raccontano la molteplicità e la complessità di ogni singolare e collettivo passaggio verso la ricerca di una possibilità di identità.
“La prima volta che” è un libro che sta sulla soglia, nella zona liminale di ogni possibile trasformazione e sulla soglia ritroviamo i protagonisti di ogni storia e i loro autori. Scrittori, illustratori, insegnanti, amanti dei libri, che da sempre hanno rivolto il loro sguardo all’infanzia, ci restituiscono, con lo stupore e la curiosità guizzante della prima volta, quegli attimi che preparano a “staccare l’ombra da terra” (Del Giudice, 2000), a saltare oltre quella "linea immaginaria" che oltrepassiamo, ogni volta, in un andare e venire dalla stagione  immaginativa dell’infanzia.

La mia prima volta che ho baciato
La prima volta che ho detto no
La prima volta che siamo stati traditi
La prima volta che ho viaggiato da sola
La prima volta che ho visto il mare
La prima volta che ho fumato
La prima volta che ho lasciato una ragazza
La prima volta che l’ho riconosciuto
La prima volta mi sono sentito ricco
La prima volta che ci ho provato
La prima volta che ho fatto blau
La prima volta che ho lavorato 

sabato 2 aprile 2016

Luci blu sull’infanzia: il Centro Agenda per l’autismo di l’abilità Onlus

Oggi, 2 aprile, è la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Come gesto simbolico di sensibilizzazione e conoscenza di questa disabilità spropositatamente parlata e erroneamente informata in molte città del mondo verranno illuminati di blu i principali monumenti.
Noi vogliamo accendere le luci su un nuovo e innovativo servizio educativo promosso dall’associazione l’abilità Onlus, il Centro Agenda per l’autismo.



Agenda,Centro Autismo per l’infanzia è un progetto educativo dedicato ai bambini con autismo in età 2-7 anni nato con l’obiettivo di offrire loro un trattamento psicoeducativo per 8 ore la settimana che prevede un intervento nelle aree neuropsicologica, motorio-prassica, sociale, cognitiva, affettivo-relazionale, della comunicazione e del linguaggio, dell’autonomia.
La peculiarità del servizio consiste nell’essere un centro specialistico che lavora con i bambini e i loro genitori in vista dell’inclusione sociale. Per questo è previsto un lavoro di rete e intensa collaborazione con tutte le figure educative e terapeutiche che seguono il bambino, in particolare sono previsti momenti di osservazione e formazione (Teacher Training) nelle scuole per fornire suggerimenti e strategie di intervento per tramare un contesto adeguato ad accogliere ed educare i bambini.
Particolare attenzione viene data al pieno coinvolgimento delle figure genitoriali, come principali esperti del bambino, agenti facilitatori (ICF) e attuatori dell’intervento. È quindi previsto un Parent Training per sostenere i genitori nella conoscenza dell’autismo e delle sue caratteristiche specifiche e l’Home Training  per sostenere la famiglia in un percorso di attivazione delle risorse genitoriali e nella ridefinizione della quotidianità per trovare soluzioni creative e condivise alle situazioni problematiche senza farsi travolgere, come Sisifo, dal peso schiacciante del dolore e della disperazione (Micheli, Xaiz, 2011).






Non basta accendere le luci oggi. Dobbiamo recuperare il senso dei gesti e delle parole, secondo l’invito di Deligny, “perché altrimenti, invece di aiutarci, le parole ci incastrano” (Deligny, 1978).
Ci incastrano nell’improvvisazione volontaristica, nel soffocamento buonista, nell’inclusione selvaggia, nella normalizzazione della diversità, nell’informazione allarmistica, nella banalizzazione del funzionamento delle persone con autismo che “da sempre stranieri al linguaggio” (Deligny, 1978) ci chiedono silenti e imperscrutabili il rispetto e il riconoscimento del loro modo peculiare di essere, sentire e pensare.


venerdì 1 aprile 2016

1 Aprile. Una giornata in gioco!

Oggi è stata una giornata importante, traboccante di eventi ed emozioni per il gruppo Puer Ludens!
Vogliamo condividere gli eventi che ci hanno visto in scena per raccontare la nostra passione per la ricerca sul gioco e in gioco.

Francesca Antonacci ha ricevuto il Premio di Pedagogia italiana 2016 per Puer Ludens. Antimanuale per poeti, funamboli e guerrieri, FrancoAngeli, Milano, 2012


Ilaria De Lorenzo ha partecipato alla Tavola Esagonale con una relazione dal titolo "Il gioco in educazione: apertura ad una realtà possibile".

Giulia Schiavone, in occasione di "Play: festival del gioco", ha presentato il poster che illustra il suo progetto di ricerca "Tra gioco e realtà. Le arti circensi come esperienza trasformativa".

Elisa Rossoni è intervenuta nel convegno "Quale tecnologia per quale autismo? Il progetto RODDI: per giocare, curare, imparare"