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lunedì 30 settembre 2019

Repubblica luminosa

A.Barba, Repubblica luminosa, La nave di Teseo, Milano, 2018


Sono fatto di due cose che non possono
essere ridicole: un selvaggio e un fanciullo.
Paul Gauguin

Repubblica luminosa è un libro dello scrittore spagnolo Andrés Barba, pubblicato nel 2017.
Racconta, in forma di cronaca, le vicende della piccola cittadina di San Cristobal che, improvvisamente e silenziosamente, viene invasa da una banda di trentadue bambini, dai nove ai tredici anni. Nessuno sa da dove vengano, hanno facce da insetti, parlano una lingua incomprensibile nata in gioco, vivono per strada, affamati e violenti, confondendosi con i bambini indigeni del posto. Vivono in gruppo, come api che formano un alveare la loro vita sembra asservita a un insieme, a una sorta di repubblica. Il loro arrivo sconvolgerà l’ordine della città ma soprattutto metterà in discussione l’immaginario mellifluo del mondo adulto legato all’infanzia, il mito dell’infanzia come paradiso perduto.
“Il mito dell’innocenza infantile è una forma imbastardita, positiva e comoda del mito del Paradiso Perduto. Santi, intermediari e vestali di tale religione tascabile, i bambini vengono incaricati di rappresentare per gli adulti lo stato di grazia originale” (p.30). 
I trentadue ragazzini, presenze reali o fantasmi nella cittadina tropicale, hanno ben poco di tale grazia originale, sono diversi dagli altri bambini, in loro sembra ci sia un’allegria e un senso di libertà a cui non potrebbero mai aspirare i giochi regolamentati e pieni di divieti dei bambini di San Cristobal. Forse hanno invaso la città per realizzare “il sogno infantile per antonomasia: la ribellione contro l’organizzazione degli adulti” (p.66), per instaurare una nuova civiltà basata su un nuovo ordine di sentimenti, di amore e odio, violenza e rabbia. 
E quando iniziano a diventare contagiosi, l’agente patogeno deve essere debellato.

giovedì 26 settembre 2019

Bbetween 2019 Performing Arts - Going to the Theatre

Sono aperte le iscrizioni per il percorso Bbetween 2019 Performing Arts – Going to the Theatre.

La tua non sarà una prestazione fisica, ma qualcosa di più profondo… stiamo allenando l’anima, il resto sono preoccupazioni da lasciare ai ginnasti (de León, 2015).

Attraversando i territori del teatro, della danza e del circo contemporaneo, il percorso prevede delle attività di conoscenza del gruppo, preparatorie ai temi degli spettacoli, la visione di tre spettacoli (circo contemporaneo, danza e teatro) e la visita per ciascuno di essi, del "dietro le quinte", nella quale si incontreranno i performer e i registi. 





Dall'alto. Prova ancora. Cadi ancora. Cadi meglio


Esemplari femminili 


Gino il postino


Un'occasione e una sfida per incontrare ed esperire il linguaggio delle arti performative come tensione equilibrante tra istanze spesso scisse nel nostro panorama culturale: corpo e mente in primo luogo, ma anche sentimento e ragione, anima e spirito, cuore e pulsione creativa, memoria e sensazione, desiderio e paura, forza e leggerezza.
Le attività, supervisionate da Francesca Antonacci, saranno condotte da formatori professionisti esperti in arti performative e prevedono, nel primo e ultimo incontro, l’utilizzo di metodologie corporeo-espressive ed esperienziali, in piccolo e grande gruppo. 
Dove e quando?
  • 30 ottobre 2019, dalle ore 15.00 alle ore 18.30: Incontro Introduttivo, Università di Milano-Bicocca.
  • 3 novembre 2019, ore 16.30Visione dello spettacolo di Circo Contemporaneo “Dall’alto. Prova ancora. Cadi ancora. Cadi meglio”, Teatro Bruno Munari;
  • 4 novembre 2019, ore 16.00: Visita al dietro le quinte del Teatro Bruno Munari e incontro con i performer;
  • 9 novembre 2019, ore 19.00Visione dello Spettacolo di Teatro-Danza “Esemplari femminili” e a seguire incontro con i performer, Piccolo Teatro di Milano; 
  • 17 novembre 2019, ore 16.15Visione Spettacolo di Teatro “Gino il Postino” e a seguire incontro con i performer, Teatro Franco Parenti;
  • 18 novembre 2019, dalle ore 15.00 alle ore 18.30: Incontro Finale, Università di Milano-Bicocca.
Per iscrizioni e maggiori informazioni: https://www.unimib.it/bbetween/performing_arts
Scadenza iscrizioni: 6 ottobre 2019.

martedì 17 settembre 2019

L'isola

L’isola, di Mark Janssen (edizioni Lemniscaat, 2019), è un libro incantevole. Un papà, una bambina e un cane che approdano su una strana isola dopo un naufragio. L'evocazione di una più grande Tempesta, forse.
L'isola si rivela il dorso di una tartaruga gigante, che attraversa i mari incontrando meraviglie e li conduce, infine, a un lieto epilogo.
La formula del silent book è perfetta per queste pagine giganti che grondano colore. Gli occhi spalancati del piccolo (o grande) lettore restituiscono al libro quella qualità magica delle immagini di raccontare storie, evocare atmosfere e creare mondi.
Da leggere e rileggere all'infinito, colmi di meraviglia.


sabato 14 settembre 2019

Greta Grintosa

A.    Lindgren (1949), Greta Grintosa, Iperborea, Milano, 2017
Astrid Lindgren è l’amata e famosa autrice di Pippicalzelunghe. In questo post vogliamo presentarvi e suggerirvi la lettura di un altro suo fantastico libro, che racconta dieci storie di bambini a partire dallo sguardo dei bambini. Greta Grintosa è un libro che dà voce all’opinione e al vissuto dei bambini che si trovano ad affrontare la quotidianità (quella vera e non quella edulcorata!) e il mondo adulto, che spesso appare incomprensibile, ingiusto e distratto. 
Greta, Stig e Albin, Bertil, Göran, Gunnar e Gunilla, Lise-Lotta, Kalle, Barbro, Eva e Samuel sono i dieci piccoli protagonisti di giochi, avventure rocambolesche, viaggi immaginari, prove e difficoltà da superare che ci rimmergono nell’universo ambiguo e misterioso dell’infanzia.

Illustrazioni di Ingrid Van Nyman e Eva Billow

domenica 8 settembre 2019

Educare alla ricerca inquieta e impaziente del sapere


“Parlare della realtà come qualcosa di fermo, statico, suddiviso e disciplinato, o addirittura dissertare su argomenti completamente estranei all’esperienza esistenziale degli educandi, è sempre stata la suprema inquietudine di questa educazione. L’educatore è l’agente indiscutibile, il soggetto reale, il cui compito sacro è “riempire” gli educandi con i contenuti della sua narrazione. Contenuti che sono dei veri e propri ritagli della realtà, sconnessi rispetto all’insieme da cui hanno origine, e in cui troverebbero significato. La parola, in queste dissertazioni, si svuota della dimensione concreta che dovrebbe avere, o si trasforma in bla-bla-bla, in verbosità alienata e alienante.
[…] Educatore e educandi si confinano nell’archivio perché, in questa visione deformata dell’educazione, non esiste creatività, non esiste trasformazione, non esiste sapere. Il sapere esiste solo nell’invenzione, nella re-invenzione, nella ricerca inquieta, impaziente, permanente che gli uomini fanno nel mondo col mondo e con gli altri”.
P. Freire (1968), La pedagogia degli oppressi, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2011, pp.57-58


Eva Kotatkova

André Henri Dargelas, Le tour du monde

Andrè Henri Dargelas, Il maestro addormentato

Albert Anker, Scuola d'infanzia sul ponte Kirchenfeld, 1900