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martedì 29 maggio 2018

Riflessioni sull'altalena

Marc Johns


Che tipo di gioco è l’altalena?
Per rispondere a questa domanda crediamo che occorra innanzitutto ritrovare il piacere e l’ebbrezza del dondolio di un’altalena, la bellezza di uno slancio che vivifica e apre alla libertà. La libertà di volare, di andare e venire tra la realtà e l’immaginazione, di fantasticare in solitudine, di spingere o essere spinti dal basso verso l’alto, sempre più su.
E se non sarà possibile salire su un’altalena (non credo sia semplice trovarne una per adulti nei parchi!) potremmo provare a reimmaginare la nostra infanzia e attingere per tramite della memoria dal “pozzo dell’essere” (Bachelard, 2008, p.120) le esperienze oziose e senza tempo sull’altalena. O forse basterebbe alzare lo sguardo dagli schermi ipnotici dei nostri cellulari per osservare, al parco, un bambino in estasi mentre è in volo, il volo magico concesso agli umani.
L’altalena è un gioco di ilynx, direbbe Roger Caillois (2000), un gioco che si basa sulla ricerca della vertigine, del panico voluttuoso determinato dalla rottura della stabilità della percezione e delle emozioni ordinarie: ci si spinge verso l’alto alla ricerca di un attimo di sospensione e sembra che non si tornerà più giù. La vertigine sospende l’ordine per “rivitalizzare il fascino della paura, della distruzione, del chaos” (Antonacci, 2012, p.37).


Wim Wenders, Il cielo sopra Berlino, 1987
L’altalena va avanti e indietro, ha un movimento oscillatorio che sembra scandire il tempo. Un tempo che il bambino vorrebbe fermare per non scendere più dall’altalena, un tempo che lo risucchia nel vortice dell’aria e dell’immaginazione e lo sospinge verso mondi di infinite possibilità.
L’altalena è un gioco di stimolazione vestibolare che, come indica Fröhlich, ci riporta ad esperienze motorie antiche, familiari. La stimolazione vestibolare comprende “i cambiamenti di posizione nello spazio, il dondolio ritmato, i movimenti di salita e di discesa, le rotazioni nello spazio” (2007, p.133). La stimolazione vestibolare consente il rilassamento, favorisce l’attenzione e la concentrazione del bambino sull’esperienza del movimento e permette di muoversi nel mondo.

Luigi Ghirri, Trani, 1986

L’altalena è un gioco individuale, da soli si spicca il volo verso il mondo. 
L’altalena è un gioco per tutti, se pensata e progettata per rispondere ai bisogni di ogni bambino: con seggiolino a gabbia per bambini anche molto piccoli, con schienale alto e cinture di sicurezza per i bambini con ipotonia, con una pedana di accesso per permettere al bambino di salire e spingersi, in autonomia, con una carrozzina.
Queste sono solo alcune idee che si potrebbero arricchire e ampliare se noi adulti non ci dimenticheremo di giocare, se ci scambieremo saperi e competenze per progettare nuove altalene e garantire a ognuno ciò che a ognuno è necessario. Perché l’inclusione non si realizza nell’uniformità e nella convinzione profondamente radicata nella nostra società che tutti debbano fare le stesse cose, ma nel riconoscimento e nel rispetto della diversità di ciascuno.





domenica 27 maggio 2018

Luigi Ghirri. La capacità di farsi sorprendere dalle cose a cui nessuno bada


“Non so dirvi se ho scelto di appartenere al vecchio o al nuovo mondo, perché fin dall’inizio ho visto nella fotografia una grande avventura, del pensiero e dello sguardo, un grande giocattolo magico che riesce a coniugare il grande e il piccolo, le illusioni e la realtà, il tempo e lo spazio, la nostra adulta consapevolezza ed il fiabesco mondo dell’infanzia”.
Da L’obiettivo nella visione, in “Lotus”, 52, Promenades architecturales

Lido di Spina, 1974

Marina di Ravenna

Lido di Volano, 1988

Trani, 1986

Marina di Ravenna, 1986

Segnaliamo la mostra

Luigi Ghirri – Il passaggio dell’architettura
Fino al 26 agosto 2018
Viale E. Alemagna, 6 - Milano


giovedì 17 maggio 2018

Il Tai Chi e la ricerca costante dell'equilibrio

Come reagire di fronte al rischio e alle nostre paure? Quali le condizioni psicofisiche una volta usciti dal conosciuto?

In occasione del seminario organizzato dal Centro Ricerche Tai-Chi Lombardia, il funambolo Andrea Loreni e la formatrice Giulia Schiavone proporranno un laboratorio esperienziale su filo teso rivolto ad allievi, istruttori, insegnanti e a tutti coloro che siano interessati ad approfondire il proprio sviluppo psicofisico.


Un approfondimento focalizzato sul tema dell’equilibrio quale dimensione essenziale non solo per chi si dedica alle grandi altezze ma anche per il cammino e il benessere di ciascun essere umano.
Attraverso un training psicofisico, con esercizi derivanti dalla meditazione Zen e sperimentazione su filo teso, accompagnato da momenti di condivisione, riflessione e rielaborazione in piccolo e grande gruppo, i partecipanti saranno invitati a confrontarsi in prima persona con la dimensione dell’equilibrio & della paura.
Un’occasione di fuori uscita dal proprio orizzonte abituale, per esperire un processo di radicamento & espansione volto a trasformare e sensibilizzare la propria presenza a esserci. Crediamo infatti che la camminata funambolica oltre che atto performativo e simbolico stra-ordinario, possa rivelarsi anche prezioso percorso e strumento formativo capace di parlare direttamente alle parti più profonde di ciascuno di  noi.


Quando?
Sabato 19 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 17.30.

Dove?
Villa Scheibler Via Michele Lessona 4 - Milano

Per tutte le infohttp://www.taichi.it

martedì 15 maggio 2018

Bbetween 2018 Performing Arts – A theatrical experience: Aterballetto

Si conclude con Aterballetto, la più importante compagnia di danza italiana indipendente, il ciclo di incontri promosso dall'Università di Milano-Bicocca dedicato alle performing arts.
Il percorso sarà occasione per vivere un'esperienza di riflessione e arricchimento legata alla dimensione della danza attraverso la coreografia di Giuseppe Spota "Tempesta" e sulle musiche scritte appositamente per lo spettacolo da Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro.

“Il tempo stesso ci espone alla solitudine, alla crescita, alla responsabilità, all’amore, alla paura delle scelte e soprattutto ad affrontare noi stessi: un mare profondo e non sempre sereno, che in solitudine ci può sembrare ancora più difficile da ormeggiare. Solo andando in profondità dentro di noi, forse, torneremo a galla consapevoli del nostro abisso. Ma nonostante questo, saremo consapevoli in pieno del nostro io? Come reagiremo in una prossima tempesta a cui saremo esposti?”



La danza, arte e dinamica complessa che traduce le esperienze dell’uomo e che dà forma alle emozioni, diverrà dimensione privilegiata per leggere la quotidianità con una differente percezione e consapevolezza corporea.
Le attività saranno condotte da formatori professionisti esperti in danza e danzamovimentoterapia e prevedono l’utilizzo di metodologie corporeo-espressive ed esperienziali, in singolo, piccolo e grande gruppo.

Dove e quando?
- Venerdì 8 giugno 2018 ore 14.00/17.30: modulo di introduzione;
- Martedì 12 giugno 2018 ore 19.30: visione dello spettacolo “Tempesta” presso il Piccolo Teatro Strehler di Milano;
- Mercoledì 13 giugno 2018 ore 16.00/18.15: incontro con gli attori/ballerini e visita al dietro le quinte del Piccolo Teatro Strehler ;
- Martedì 25 giugno 2018 ore 15.00/18.30: modulo di rielaborazione.

Per maggiori informazioni https://www.unimib.it/bbetween/performing_arts

giovedì 3 maggio 2018

A theatrical experience: Otello di William Shakespeare

Continuano le iniziative promosse da Bbetween 2018 Performing Arts, Milano-Bicocca. Questa volta il percorso sarà dedicato a Otello di William Shakespeare che attraverso la regia di Elio De Capitani e Lisa Ferlazzo Natoli darà ai partecipanti l’occasione di vivere un’esperienza di riflessione e arricchimento legata alla dimensione finzionale del teatro.


«Otello, secondo i registi, dal passato si rivolge al nostro contraddittorio presente per innescare una risposta emotiva su tutti i fantasmi collettivi con cui una società costruisce in tempo di crisi i propri parametri, ovvero proiettando fuori di sé tutto ciò che ha di irrisolto e inconfessabile: moralismo puritano, xenofobia, voyerismo sessuale e sessuofobia, pur di dare fondamento e giustificazione ai propri timori».
Il teatro, grazie al suo essere spazio-tempo altro dalla realtà ordinaria, diverrà dimensione privilegiata per leggere la quotidianità con una differente sensibilità. Le attività, sotto la direzione scientifica di Francesca Antonacci, saranno condotte da formatori professionisti esperti in teatro e prevedono l’utilizzo di metodologie corporeo-espressive ed esperienziali, in singolo, piccolo e grande gruppo.

Dove e quando
Martedì 15 maggio dalle ore 15:00 alle ore 18:30, presso l’aula U2-8B
Modulo di introduzione
Giovedì 17 maggio 2018 dalle ore 20:30 presso il teatro Elfo Puccini di Milano
Visione dello spettacolo teatrale “Otello”
Venerdì 18 maggio dalle ore 17:00 alle ore 19:00 presso il teatro Elfo Puccini di Milano
Incontro con gli attori e visita al dietro le quinte del Teatro Elfo Puccini
Lunedì 28 maggio ore 15.00-18.30 aula motoria (U16 piano -1 Università Bicocca) 
Modulo di rielaborazione
Per maggiori informazioni www.unimib.it/bbetween/performing_arts

mercoledì 2 maggio 2018

L'isola dei cani



Io volto le spalle
al genere umano.
Brina sul vetro della finestra.


Lo haiku è una forma poetica giapponese che ha origini antiche. Lo haiku, suggerisce Francesca Antonacci, è un “piccolo scrigno di parole scelte con cura parsimoniosa e elegante”. Gli haiku composti da Atari, un bambino di dodici anni protagonista dell’ultimo film di Wes Anderson, condensano nella loro semplicità e brevità il senso profondo delle immagini del film.

Atari ha perso i genitori in un incidente ferroviario e per questo viene affidato alle cure dello zio, un dispotico tiranno e sindaco della città di Megasaki che ordina di isolare sull’isola Spazzatura tutti i cani del Giappone perché infettati dal presunto “tartufo febbrile”. Atari parte, con il suo elicottero Junior-Turbo Prop, alla ricerca del suo cane Spots e insieme agli amici cani Chief, Duke, Rex, Boss, King che vivono tra i detriti e i rifiuti, e una giovane studentessa, si ribellano alle autorità.

Il bambino e l’animale sembrano rappresentare l’unica via di salvezza in un mondo adulto che separa, respinge e allontana ciò che non è desiderabile. L’infanzia e l’animalità sono accomunati da un sentire primordiale, da una relazione primigenia e corporea con il mondo: ci si annusa, ci si guarda, ci si sfiora, si percepiscono le sfumature dei suoni, siano essi parole o latrati. Ogni volta che si avvicina un cane robot, il cane Chief non riesce a sentirne l’odore.
Tra il bambino e l’animale non si è ancora creato un distacco gerarchico, tra di loro c’è assoluta reciprocità. E in virtù di questa relazione autentica e profonda un mondo nuovo può fiorire.

Che fine ha fatto
il miglior amico dell’uomo?
Caduta – Primavera – Fioritura