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venerdì 30 agosto 2019

Il NIDO

K. Oppel (2015), Il nido, Rizzoli, Milano.

Steve è un ragazzo di quindici anni “spaventato e strambo e apprensivo”, e spesso triste senza nemmeno sapere perché. Steve pensa di non essere come tutte le altre persone. Quelle normali.
Si sente guasto come il suo fratellino che è nato con qualcosa che non va “al cuore, agli occhi e al cervello”. Il piccolo, così si limita a chiamarlo Steve invece che con il suo nome -Theodore, deve essere aggiustato o meglio scambiato con un nuovo bambino perfetto che strane creature luminose, che gli appaiono in sogno, stanno fabbricando. 
La disabilità di Theodore irrompe nella vita di Steve e della sua famiglia in modo inaspettato e impetuoso generando rabbia, paura, dolore, stanchezza. Ma soprattutto obbliga Steve a fare i conti con la sua fragilità, con la sua sensibilità e limitatezza.
In questo splendido romanzo di Kenneth Oppel, Steve compie un percorso immaginifico tra visioni e sogni situati al confine tra visibile e invisibile che lo porterà a disfarsi della terribile e dolorosa etichetta di “normale” per poter assumere e abitare le molteplici dimensioni della fragilità. 
Sarà in grado di riconoscere anche la fragilità del fratellino e salvarlo dalle temute creature con ali chiare, leggere e sottili come la garza?


domenica 25 agosto 2019

Long Light

«Un amico mi ha chiesto se i dipinti parlano. Se fosse possibile. Ho detto sì: ma con il linguaggio della luce. I dipinti parlano con il linguaggio della luce. Silenziosi: con una luce interiore. Una luce esteriore che è l’immagine e una luce interiore che è l’anima». Sean Scully

Landline curve, 2016

Landline magenta, 2016

Happy Days, 2015-2016

Any Questions, 1984

Madonna, 2019
dal 18 aprile 2019 al 6 gennaio 2020
Piazza Litta 1, Varese
Per informazioni: www.scullyforvillapanza.it

lunedì 19 agosto 2019

Essere la vita


“Mi ricordo all’improvviso di quando ero bambino e vedevo, come non posso vedere oggi, il mattino che sfavillava sulla città. Essa allora non sfavillava per me, ma per la vita, perché io allora, non essendo cosciente, ero la vita. Vedevo il mattino e sentivo allegria; oggi vedo il mattino e sento allegria e divento triste. Il bambino è rimasto, ma è ammutolito”.
F. Pessoa (2015), Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares, Feltrinelli, Milano, p.45

Ford Madoz Brown, Cattivo soggetto, 1863


“Un giovane è uno che esplora le possibilità, uno per cui la vita non è pianificata come un viaggio organizzato (con tutte le necessarie assicurazioni), uno che non considera la vita come una linea dritta – la strada più breve, il percorso più comodo e con il minimo spreco di energie. È al contrario uno che sperpera, che rischia e non valuta le sue azioni in base al rapporto costo-benefici.
[…] L’obiettivo della sua vita è la vita stessa.
Come scrive il poeta greco Konstantinos Kavafis, Itaca è nel cammino che porta a Itaca. E imboccare il percorso più breve per giungere a Itaca ci farebbe sicuramente perdere Itaca. È esattamente in questo che risiede la specificità della giovinezza: esplorare le proprie possibilità, assumere rischi, correre dietro a molte lepri, abbandonarsi con passione, scottarsi, tornare indietro…”
M. Benasayag (2019), Funzionare o esistere?, VP, Milano, pp.20-21