Per ricevere i nuovi post via email

venerdì 6 febbraio 2015

"The Child in Time" – Un libro impregnato di infanzia




Come spesso accade, la traduzione di un titolo non restituisce all’opera la sua complessità e ricchezza. Nel caso del romanzo dell’autore inglese Ian McEwan, pubblicato nel 1987, la seppur minima variazione del singolare dell’originale trasposto nel plurale “bambini”  potrebbe apparire una minuzia insignificante ma, a mio parere, piuttosto rilevante se si guarda all’infanzia come dimensione archetipica.
The Child è il bambino simbolico e letterale presente costantemente e indecifrabilmente nella sua assenza. È’ la bambina scomparsa, figlia di Stephen Lewis, autore accidentale di libri per bambini, che si sottrae allo scorrere implacabile del tempo e ci sottrae al tempo dell’infanzia, alla sua dimensione atemporale, sospesa, magica. La sparizione di Kate in un supermercato, luogo paradigmatico del consumo e del profitto, è anche la scomparsa dell’infanzia nella nostra società adultificante e bonificatrice, una società impegnata a riscrivere il Manuale per l’educazione per reintrodurre una buona dose di autoritarismo e qualche pillola di cambiamento e crescita  per guarire  la “condizione invalidante, instabile” e mancante dell’ in-fante. The Child è il bambino che Charles Darke, uomo d’affari e politico in carriera, ha perduto irrimediabilmente e il cui richiamo disperato  e ammaliante, rimasto sepolto troppo a lungo, lo rapirà tragicamente. E’ il bambino che Stephen Lewis, il protagonista, cerca famelicamente tra i mendicanti che affollano le stazioni londinesi, è il bambino che ritrova nelle sue rêverie d’infanzia e forse nella nascita di un nuovo  bambino reale e simbolico.
È,  allora, la parola “bambino”, al singolare, lo scrigno che custodisce e rivela la complessità e l’irriducibilità della dimensione d’infanzia.

 In simili occasioni il genitore esageratamente ansioso può trovare un po’ di sollievo nella consolidata analogia tra l’infanzia e la malattia: una condizione invalidante tanto sul piano fisico quanto su quello mentale, che altera emozioni, sensi e ragione, e la cui lenta, difficile guarigione è rappresentata dal processo di crescita.
Manuale per l’educazione del bambino, HMSO


Nessun commento:

Posta un commento