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domenica 8 marzo 2015

GLI "UNIVERSI SENSIBILI " di Antonio Catalano



"Catalano elabora, tra teatro e arti visive, la sua personale cosmogonia portatile e quotidiana. Le sue creazioni sono narrazioni immaginifiche in cui lo spettatore è chiamato ad entrare con tutto se stesso. Occorre farsi avanti, metterci il naso o  la testa, prestare il proprio orecchio o  la propria voce perché lo “spettacolo” si crea, di volta in volta, dalla peculiarità di un incontro. In questi piccoli “universi sensibili”, come l’autore ama chiamare le sue creazioni, si coltiva il senso dello stupore e della meraviglia."


“La meraviglia, ecco che cosa mi interessa: riabilitare lo sguardo alla meraviglia. Se l’infanzia non è solo un’età della vita, ma è un modo per guardare il mondo, la meraviglia è quel modo, quello sguardo. Lo stupore, il semplice stupore per qualcosa che ci passa sotto gli occhi ogni giorno, ma di cui non riusciamo più a vedere l’anima, bensì il solo guscio, la sola forma.
E allora i “padiglioni” vogliono sospendere lo sguardo quotidiano, rimetterlo su qualcosa di elementare (una foglia caduta, una nuvola che passa, una piccola emozione trascurata) e lì cercare di comprendere il mondo con gli occhi non più di un bambino o di un adulto, ma con gli occhi di una persona senza età.
Sette padiglioni delle meraviglie, perché quattro occhi meravigliati sono meglio di due; 
sette padiglioni delle meraviglie, perché otto occhi meravigliati sono meglio di quattro;
sette padiglioni delle meraviglie, perché sedici occhi meravigliati sono meglio di otto…”
                                   
"E’ con le sue incursioni in pittura e scultura, con l’uso fantastico di oggetti quotidiani o fuori uso, che egli riesce a creare strani mondi da esplorare attraverso ribaltamenti poetici dei materiali usati o accostamenti divertiti e divertenti. E’ nelle mani, dice Catalano, che si nasconde il segreto del mondo e della creazione delle cose. Occorre oggi ricollegare il cervello alle mani con un filo che il piu’ delle volte abbiamo smarrito."

"Viviamo in un epoca di distratti, dice Catalano. Un museo di foglie cadute, un’ esposizione di alfabeti perduti hanno lo scopo di ingannare la nostra distrazione perché si possa guardare nuovamente cio’ che già pensiamo di conoscere. Il gioco ha il potere di consentire questo rinnovamento dello sguardo. Il gioco diviene un serio approccio metodologico alle cose del mondo, Il gioco, egli dice  da leggerezza alle cose e da profondità allo stesso tempo."

"Catalano si rivolge ad un pubblico di ogni età, non gli interessa dividere il pubblico tra adulti e bambini. Il pubblico è un'unica sola umanità, va trattato nella qualità dell’incontro di volta in volta differente, nello scambio in cui c’è narrazione e ascolto. Egli riesce così a parlare un linguaggio semplice e immediato che i bambini intendono perfettamente. Un linguaggio che li invita ad abbandonarsi all’immaginazione, che li sprona a farsi complici del gioco poetico messo in scena. Si genera così, il piu’ delle volte proprio attraverso l’interazione con i bambini, una improvvisazione divertente, capace di commoventi delicatezze e di grande profondità simbolica.
Infanzia è un luogo di pensiero e di ispirazione, una filosofia …un modo di vedere il mondo. L’infanzia è un dono che tutti possono avere…anche i bambini."

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