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lunedì 6 aprile 2015

Tra gioco e violenza: lo spazio necessario del conflitto.


“Ai bambini è vietato azzuffarsi, picchiarsi, graffiarsi, urlarsi, litigare in una retorica della pace e della convivenza davvero stucchevole e poco praticabile. Tali divieti sono pervasivi e onnicomprensivi, poiché i bambini non sono mai soli, sono sottoposti a un sottile e raffinato dispositivo panottico.
Quando e dove potranno imparare l’arte della contesa, l’arte del conflitto, del contraddittorio, quando e dove prenderanno le misure dello scontro e comprenderanno gli effetti della violenza? Quando potranno agire lontano dallo sguardo adulto che ne controlla in modo capillare ogni comportamento e relazione?”.

F. Antonacci, M. Della Misericordia, La guerra dei bambini. Gioco, violenza e rito da una testimonianza rinascimentale, FrancoAngeli, Milano, 2013, p. 108.

Peter Brook, Il signore delle mosche, 1963


Elliott Erwitt


Elliott Erwitt


Henri Rousseau, La guerra, 1894


Marie Bashkirtseff, The Meeting, 1884

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