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domenica 21 giugno 2015

Ogni sapere deve essere "utile". L'apprendimento fondato sulla minaccia.

"È proprio questo il problema: oggi gli adulti hanno interiorizzato il fallimento degli ideali connessi alla visione messianica del futuro e condividono la convinzione opposta, e ormai dominante, di un futuro pieno di minacce. Così nella pratica quotidiana dell'educazione, si passa dall'invito al desiderio a una variante più o meno dura di quello che potremmo chiamare apprendimento sotto minaccia.
[...] Il senso dell'insegnamento, la scelta dei programmi, o ancora l'epurazione di ogni forma di sapere non immediatamente utile non paiono fondarsi sempre su un'autentica riflessione collettiva. Infatti, per molti è chiaro ed evidente che non ci si può concedere il "lusso" di imparare cose che non servono... E che gli sforzi di tutti, allievi e insegnanti, devono essere tesi alla ricerca delle competenze migliori e dei diplomi più qualificati, sola garanzia di sopravvivenza in questo mondo pieno di pericoli e di insicurezza, caratterizzato dalla lotta economica di tutti contro tutti".
M. Benasayag, G. Schmit, L'epoca delle passioni tristi, Feltrinelli, Milano, 2005, pp.43-45.

Pink Floyd, Another Brick in the Wall, 1979

Theophile E. Duverger, The Naughty School Children

Jan Steen, Village School, 1670

Jean Simèon Chardin, La Gouvernante, 1738

Pieter Bruegel, Gioco di bimbi, 1560

Jan Steen, The Dancing Lesson, 1665

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