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domenica 2 agosto 2015

The Tribe



Perché suggerire un film come The Tribe in questo blog?
Perché il film del regista ucraino Myroslav Slaboshpytskkiy invita a sostare nei silenzi e a penetrare nelle crepe di una visione incontaminata o correttiva dell’infanzia e dell’adolescenza restituita da  un sapere pedagogico edulcorato e buonista che non sa andare al di là di generici appelli moralisti.
Perché The Tribe, mostrandoci la superficie epidermica di giovani corpi incandescenti e enigmatici, ci inabissa nella profondità contradditoria e indissolubile della vita e della morte, dell’amore e dell’odio. Le immagini, private di ogni parola detta o scritta (non ci sono sottotitoli, né voice-over), mettono in luce lo splendore gestuale e comunicativo del corpo nel buio e nel degrado di un istituto e di una società dove vige la legge violenta e sopraffattoria della banda.
Perché The Tribe è un film spiazzante che immerge in una modalità percettiva altra dove forse il primato della parola o significato si riconnette al colore fonetico, al timbro corporeo e vocale (Nancy, 2004), è un film disturbante, a volte insostenibile, che coinvolge lo spettatore in un corpo a corpo con immagini ambigue, mute e sonore che amplificano il gesto, la violenza, le dimensioni oscure e inscindibili dell’umano.
Per questo e per altro ancora lo consiglio.


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