Per ricevere i nuovi post via email

martedì 15 dicembre 2015

Il palloncino rosso




Un palloncino è una cosa inanimata, priva di quel soffio vitale che lo possa dotare non solo di movimento, ma anche di pensieri e di emozioni. I palloncini, di cui noi abbiamo esperienza, non hanno personalità: sono balocchi e, come tali, cose per bambini; sono teneri, allegri e colorati; invitano alla festa, chiedono di essere lanciati e ripresi; si possono gonfiare e sgonfiare, schiacciare e scoppiare...
Un palloncino rosso impigliato ad un lampione a gas, in una Parigi in bianco e nero, triste e rassegnata nello srotolarsi della sua monotona quotidianità. E’ questo il soggetto del cortometraggio con cui Albert Lamorisse vince l’Oscar nel 1957: la storia di una relazione giocosa tra un palloncino e il bambino che lo libera, il racconto di un'amicizia, cominciata per gioco, dal suo sorgere al suo finire.
E’ Pascal, il bambino, a credere, da subito, a questa relazione, riconoscendo nel palloncino, non un giocattolo di cui disporre a proprio piacimento, ma un altro con cui giocare; un essere animato, accettato e accolto come si accoglierebbe un nuovo amico; Pascal non fa domande e non ha bisogno di spiegazioni razionali, di fronte al prodigio di un palloncino rosso che decida quali strade percorrere, quali scherzi fare e che mostri di avere propri sentimenti e di sperimentare emozioni: dalla tristezza alla gioia, dall’amore alla paura. Il bambino riconosce la sua vicinanza e amicizia, perchè la crede possibile, così come crede nella pioggia che bagna, nel tram che passa, nei pasticcini che, invitanti, gli sorridono dalla vetrina. Lo sguardo di Pascal è uno sguardo incantato, non perchè si stupisca dello straordinario incontro, ma perchè sa vedere oltre il visibile, oltre la plastica rossa riempita d’aria e trattenuta da uno spago.

Pascal è un bambino per cui la magia non entra in contraddizione con la vita, ma si fonde con essa. Non è così però per gli altri bambini del film: quasi tutti gli altri ragazzini, di cui ci parla Lamorisse, sono disincantati: bambini per cui il palloncino è un balocco bizzarro che genera dapprima allegria, per poi infastidire e suscitare inimicizia: per questo il loro gioco diventa inseguirlo, catturarlo ed ucciderlo. Forse anche loro, alla fine, ne hanno riconosciuto la presenza animata, ma hanno preferito spegnerla, non trovando altro modo di relazionarsi con essa, non avendo scoperto, come Pascal, una nuova possibilità di giocarci. Il loro sguardo non riconosce il palloncino come possibilità di amicizia ma come un essere diverso da sè e per questo fastidioso.
La disponibilità al gioco, con un balocco che prende vita, infatti, non è cosa da poco. Pascal non solo si lascia incantare dal palloncino, non solo ne apprezza gli scherzi e l’allegria: ne fa il proprio migliore amico, il compagno della sua solitudine. Il palloncino rosso lo accompagna nei momenti di gioia e tristezza, dialogando con lui, ricercandone l'attenzione, invitandolo a giocare ed a scherzare. Pascal lo ricerca continuamente, mentre gli adulti, come il preside e la nonna lo scacciano perchè lo vedono come una presenza che reca disordine e scompiglio nel mondo che essi cercano di ordinare e controllare.
La fine dell’amicizia è segnata dalla morte del palloncino, ucciso da un branco di compagni di Pascal, dopo essere stato inseguito, legato e torturato. 

Il palloncino rosso fa da specchio all'anima del bambino: corre, rallenta, si nasconde, scherza, corteggia, si muove a zig zag, accelera e rallenta. La presenza autentica del palloncino rosso innesca un dialogo con lo sguardo di chi, spettatore, lo contempla nel suo muoversi, suscita intime corrispondenze, avvince e commuove.
Le persone e i tram si muovono verso una meta; il palloncino attraversa lo spazio, servendosene per i suoi volteggi irriverenti e giocosi. E' colore che scalda il bianco e nero della città. Invade le regole dettate dal mondo adulto che delimita e stabilisce confini tra il dentro e il fuori. Il palloncino non può entrare in casa, non può entrare in chiesa, né a scuola e nemmeno in pasticceria. Appartiene all'aria ed è in questo elemento che il bambino verrà sollevato e fatto fluttuare nella scena finale. Anche lui palloncino infante tra i palloncini colorati della città di Parigi.
finale.jpg


Nessun commento:

Posta un commento