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venerdì 20 maggio 2016

In un tranquillo "presente"

"Sorprendentemente  esso si distingue da questo tratto futuristico della vita. Non si lascia nemmeno inserire semplicemente nella complessa architettura degli scopi, non si svolge in funzione dello “scopo finale”, non è inquietato e interrotto, come invece il nostro agire, dalla profonda insicurezza della nostra interpretazione della felicità. Il giocare, a differenza del corso della vita e della sua inquieta dinamica, del suo oscuro essere messo in questione e del suo essere incalzato verso il futuro, ha piuttosto il carattere di un “presente” tranquillo e di un senso autonomo – sembra un’oasi di felicità, che ci arriva addosso nel deserto della nostra abituale tensione verso la felicità e della nostra ricerca tantalica. Il gioco ci rapisce".
Fink E., Oasi del gioco (1957), Cortina, Milano, 2008, pp.17-18.


John Singer Sargent , Carnation, Lily, Lily, Rose, 1885-6

Sir John Lavery , The Chess Players, 1929

Takeshi Kitano, L'estate di Kikujiro, 1999

Vivian Maier

Lorenzo Lotto, Adorazione dei Pastori, 1530

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