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domenica 19 giugno 2016

La grande estasi dell’intagliatore Steiner di Werner Herzog


La grande estasi dell’intagliatore Steiner è un film documentario di Werner Herzog (1974) che ci restituisce, attraverso immagini sapientemente rallentate nel paesaggio sonoro creato dalla musica (Herzog, Lezioni di cinema III, 1991), l’estasi e la vertigine del gioco.
Walter Steiner è un intagliatore svizzero. Con la stessa passione con cui si dedica alla scultura, Steiner non può fare a meno di giocare a volare con gli sci e, con dedizione artigianale, prepara ogni suo volo. Il suo record mondiale di 179 metri è restato a lungo imbattuto.

Quando inizi a volare senti la tensione nella tua testa ma non prima. Può darsi che non riesca neanche a chiudere la bocca perché sento che è inutile, sono praticamente paralizzato. Poi diventa tutto più semplice. È in questo momento che ti rendi conto di quello che sta succedendo. Questo è quello che rende il volo con gli sci eccezionale (Steiner).

Le parole di Steiner, e tutto il film di Herzog, ci restituiscono il fascino del vortice, quella dimensione del gioco che Roger Caillois (1967) ha classificato come ilinx, la vertigine, lo smarrimento, il panico voluttuoso che ricerchiamo nei giochi di movimento accelerato, di rotazione o di caduta. Il volo sugli sci sembra iscriversi dentro tale categoria senza ridursi ad essa perché entra in gioco anche il destino (alea), le condizioni climatiche, il vento, il gelo, la rapidità della pista e affiora l’agon, la competizione della gara, la destrezza, il valore professionale, l’allenamento.
Per assaporare e, forse, comprendere il brivido del limite, la vertiginosa precipitazione che rapisce Steiner nell’ebbrezza dell’estrema velocità non ci resta che abbandonarci alle immagini, nell’istante spasmodico e infinito del volo.

Vorrei rimanere solo al mondo,
solo io, Steiner,
e nessun altro essere vivente.
Nessun sole, nessuna cultura,
io nudo sulla punta di un’alta roccia,
senza temporali, senza neve, senza banche,
senza denaro, senza tempo, senza respiro.
Forse, solo allora, non avrei più paura.

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