Per ricevere i nuovi post via email

lunedì 11 luglio 2016

Sotto il segno della libertà. Tra lavoro e gioco

Dobbiamo ora considerare la netta divisione tra lavoro e svago prodotta dall’industria moderna, e il modo in cui essa ha influito su tutti i generi simbolici, dal rito, ai giochi, alla letteratura.
[...] Il lavoro è ora organizzato dall’industria in modo tale da essere separato dal “tempo libero”, che comprende, oltre allo svago, il soddisfacimento di bisogni personali come il mangiare, il dormire, la cura per la propria salute e il proprio aspetto, e anche l’adempimento dei doveri familiari, sociali, civili, politici e religiosi (che in una società tribale sarebbero rientrati nel dominio del continuum lavoro-gioco). Lo svago è prevalentemente un fenomeno urbano, tanto che quando il concetto di svago comincia a penetrare nelle società rurali è perché il lavoro agricolo tende verso un modo di organizzazione industriale, verso una “razionalizzazione”, e perché la vita rurale comincia ad essere permeata dai valori urbani legati alla industrializzazione”. 
Turner V. (2003), Dal rito al teatro (1982), Il Mulino, Bologna, pp.71-75

Henri Rousseau, The Football Players, 1908

Edvard Munch, Workers Returning Home, 1913-1915

Peter Bruegel il Vecchio, Il paese di Cuccagna, 1567

Mona Hatoum 'Performance Still' 1985, 1995

Paul Cézanne, I giocatori di carte, 1892-95

Edvard Munch, Anxiety, 1894

Hank Willis Thomas, The Cotton Bowl, 2011

Nessun commento:

Posta un commento