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lunedì 20 febbraio 2017

Bellissima di Luchino Visconti

 

"Attenzione, attenzione. Ci rivolgiamo a tutti i nostri ascoltatori, a tutti i nostri gentili e affezionati ascoltatori. Attenzione papà, mamme, parenti. La Stella Film bandisce un grande concorso: cerca una bambina dai sei agli otto anni, una graziosa bambina italiana. Portate dunque la vostra bambina alla Stella Film, uffici di Cinecittà, via Tuscolana, km 9. Potrà essere la vostra e la sua fortuna!"
Tra la musica altisonante dell’"Elisir d’amore" di Donizetti un conduttore radiofonico annuncia la ricerca di  una bambina “bellissima” per partecipare al film del regista Blasetti.
L’annuncio scatena una schiera di mamme agguerrite e decise a far vincere la propria figlia. Tra di loro Maddalena Cecconi si rivela la più altera, la più pugnace, disposta a tutto pur di far divenire la figlia attrice. Spende tutti i suoi risparmi per mandare la bambina a lezione di recitazione e di danza, per farle confezionare un vestito da ballerina, per andare dalla parrucchiera e dal fotografo per uno shooting, un casting, diremmo oggi.

È l’Italia della ricostruzione quella che si specchia nello schermo e la possibilità di apparire dentro uno schermo poteva significare, negli anni Cinquanta, una vera fortuna, un’occasione di cambiamento di status sociale. Al di là di una lettura storica e sociologica è all’infanzia che vogliamo accostarci in quest’opera in bianco e nero ma per niente datata o desueta perché non così lontana dalle odierne forme di esposizione mediatica dei bambini. Si pensi  ai sempre più numerosi baby talent show che sovraespongono bambini che si atteggiano da star, che si vestono da grandi, che esprimono emozioni adulte che non gli appartengono, che vengono sottoposti alle spietate sentenze della performatività imperante.

La bambina bellissima protagonista del film di Luchino Visconti viene imbellettata, addomesticata, rimproverata e costretta dalla madre a partecipare a un’audizione che si rivelerà un disastro: timida e impacciata scoppierà a piangere tra le risate dei produttori. Maddalena si accorgerà di aver riversato sulla bambina un suo sogno e di averle imposto ciò che la piccola non desiderava e non voleva essere.
Il film si chiude con un’immagine poetica e sognante, il volto di una creatura androgina, scompigliata e fluttuante tra la realtà e l'immaginazione, tra la veglia e il sonno.

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