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mercoledì 6 settembre 2017

Roby che sa volare di Gabriele Clima

Gabriele Clima, Roby che sa volare, 2014, Coccole Books, Cosenza
 
Nel tentativo di riconoscere e analizzare i miti “pericolosi” che orientano i pensieri educativi in ambito scolastico, Ken Robinson (2016) propone una riflessione critica sull’ideologia della standardizzazione, mito unilaterale e inconfutabile che sta danneggiando le scuole e gli studenti soggiogandoli ai principi dell’omologazione e della conformità.
“Per «conformità» intendo la tendenza istituzionale, nell’istruzione, a giudicare gli studenti in base a un unico standard di capacità e a trattare quelli che non lo soddisfano come «meno abili» o «disabili» - in quanto deviazioni della norma. In questo senso, l’alternativa alla conformità non è tollerare i comportamenti di disturbo: è celebrare la diversità” (Robinson, 2016, p.64).

Roby che sa volare è un racconto di Gabriele Clima, illustrato con leggiadria da Cristina Cerretti, che celebra la diversità, celebra i talenti individuali che possono assumere molteplici forme e dovrebbero essere promossi in modi altrettanto differenti.

Roby è un bambino che spesso prende il volo in un cielo in cui non c’è nessun altro se non lui e il vento. Senza alcun preavviso il vento inizia a soffiare e trasporta Roby lontano dalla realtà, gli fa vedere il mondo da un’altra prospettiva, lo distrae dai compiti, gli fa combinare disastri, lo fa sembrare strano.
Ma un bambino non può volare. Robi “deve imparare a stare con i piedi per terra. É così che funziona nel mondo reale”.

Gli adulti lo reguardiscono, provano a ingabbiarlo dentro una diagnosi, a controllarlo ma Roby non sa resistere al richiamo del vento. Solo la sorellina più piccola sembra capirlo, forse perché ai bambini piccoli, pensa Roby, “è permesso volare o perché capiscono al volo, senza doverci pensare, che cosa è importante e cosa no”.

Così Roby continua a prendere il volo finché un giorno la maestra Serena suggerisce al bambino un modo per volare senza farsene accorgere e travolgere. Roby inizia a scrivere le storie che gli suggerisce il vento, quelle che soffia l’immaginazione creatrice e quelle che  i sognatori distratti possono raccontare e condividere con chi li circonda al ritorno dalle loro avventure.
La storia di Roby è la storia di tanti bambini con iperattività o con disturbi dell’attenzione che ogni insegnante ha la responsabilità di riconoscere, accogliere e sostenere nella loro diversità.
Il libro di Gabriele Clima ci fa volare con leggerezza e consapevolezza verso l’inizio di un nuovo anno scolastico.


[…] "basta aprire le braccia e lasciarsi portare".

 

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