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lunedì 19 agosto 2019

Essere la vita


“Mi ricordo all’improvviso di quando ero bambino e vedevo, come non posso vedere oggi, il mattino che sfavillava sulla città. Essa allora non sfavillava per me, ma per la vita, perché io allora, non essendo cosciente, ero la vita. Vedevo il mattino e sentivo allegria; oggi vedo il mattino e sento allegria e divento triste. Il bambino è rimasto, ma è ammutolito”.
F. Pessoa (2015), Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares, Feltrinelli, Milano, p.45

Ford Madoz Brown, Cattivo soggetto, 1863


“Un giovane è uno che esplora le possibilità, uno per cui la vita non è pianificata come un viaggio organizzato (con tutte le necessarie assicurazioni), uno che non considera la vita come una linea dritta – la strada più breve, il percorso più comodo e con il minimo spreco di energie. È al contrario uno che sperpera, che rischia e non valuta le sue azioni in base al rapporto costo-benefici.
[…] L’obiettivo della sua vita è la vita stessa.
Come scrive il poeta greco Konstantinos Kavafis, Itaca è nel cammino che porta a Itaca. E imboccare il percorso più breve per giungere a Itaca ci farebbe sicuramente perdere Itaca. È esattamente in questo che risiede la specificità della giovinezza: esplorare le proprie possibilità, assumere rischi, correre dietro a molte lepri, abbandonarsi con passione, scottarsi, tornare indietro…”
M. Benasayag (2019), Funzionare o esistere?, VP, Milano, pp.20-21

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