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venerdì 25 ottobre 2019

Educare l'anima

"É chiaro che stiamo parlando di educare l’anima, e non di inserire a forza in ogni opinione un contenuto, dandogli espressione artistica. Perché allora si avrebbe solo un lavoro cerebrale senza vita. Come abbiamo detto, l’opera d’arte ha un’origine misteriosa. Se l’anima dell’artista è viva non ha bisogno di teorie cerebrali. Trova da sola qualcosa da dire, qualcosa che nemmeno l’artista in quel momento conosce. Gli dice quale forma usare e dove trovarla (nella “natura” esteriore o in quella interiore). Ogni artista che si ispira al cosiddetto sentimento sa che la forma che ha immaginato può improvvisamente apparirgli ripugnante, e un’altra forma, giusta, può “da sola” sostituirsi alla prima, rifiutata. Böcklin diceva che un’opera d’arte giusta dev’essere come una grande improvvisazione, cioè che meditazione, costruzione, composizione preliminare non sono uno stadio in funzione di un fine, perché il fine deve risultare inaspettato all’artista stesso".
Wassily Kandinsky, Lo spirituale nell’arte, Se, Milano, 1989, p.89.

Robert Delaunay, Hommage à Blériot, 1914

Wassily Kandinsky, Rot, 1924

Paul Klee, Port florissant (image de voyage), 1938

Wassily Kandinsky, Improvisation 35, 1914

Jean Dubuffet, Mire G 112 (Kowloon), 1983

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