Versi perversi in podcast

I lettori dell'Associazione Ad Alta Voce hanno pubblicato i Versi Perversi che sono quindi disponibili liberamente in podcast in sei episodi: I tre porcellini, Cappuccetto Rosso e il Lupo, Treccedoro e i tre Orsi, Biancaneve e i sette Nani, Giacomino e il Granfagiolo, Cenerentola.
Versi Perversi è una rivisitazione, a cura di Roald Dahl, delle celebri fiabe tradizionali, pubblicata nel 1982 con illustrazioni di Quentin Blake.

Il libro ha una recente e omonima versione cinematografica, con la regia di Jan Lachauer, Jakob Schuh, Bin-Han To, 2021.

Si tratta di una raccolta in poesia, con metrica e rime, che reimmagina e riscrive le avventure delle storie fantastiche più celebri, con umorismo e sagacia, con suspance e colpi di scena, a volte con elementi truculenti e noir. A causa di ciò la storia del libro è stata travagliata e la sua fruizione è stata sconsigliata ai bambini.

Come accade spesso, nel contemporaneo, assistiamo a una edulcorazione e semplificazione della letteratura per l'infanzia. Ciò che ha costituito il tesoro nascosto dell'immaginazione, lo scrigno magico dei sogni di ogni bambino, oggi deve essere riveduto e corretto, per mostrare una mera banalizzazione della realtà, una sua versione rarefatta e ripulita. Con l'idea puritana di non esporre il bambino ad alcuna forma di negatività, si presuppone di preservarlo da ogni aspetto di male presente nell'esperienza al fine di consentirgli una vita più eterea, gioiosa e serena. Ma è una pia illusione, che ha spesso un effetto contrario, come contraccolpo.
Il male fa già parte della vita e il bambino lo conosce, dentro e fuori di sé, spesso con maggiore chiarezza dell'adulto. Ciò che si sottrae al bambino in questo modo è l'esperienza del male, e quindi l'esperienza per fronteggiarlo.

Con la saggezza e l'intuizione arguta che lo contraddistingueva, scriveva Gilbert Keith Chesterton nel 1909 in The Red Angel (nel volume Tremendous Trifle):

"Fairy tales, then, are not responsible for producing in children fear, or any of the shapes of fear; fairy tales do not give the child the idea of the evil or the ugly; that is in the child already, because it is in the world already. Fairy tales do not give the child his first idea of bogey. What fairy tales give the child is his first clear idea of the possible defeat of bogey. The baby has known the dragon intimately ever since he had an imagination. What the fairy tale provides for him is a St. George to kill the dragon".

"Le fiabe, dunque, non sono responsabili di produrre la paura nei bambini, una qualsiasi delle forme della paura; le fiabe non danno al bambino l'idea di male o di brutto: questa è già presente nel bambino, perché è già presente nel mondo. Le favole non fanno nascere nel bambino la prima immagine di Babau. Ciò che le fiabe fanno nascere nel bambino è la prima chiara immagine della possibilità di sconfiggere il Babau. Il bambino conosce intimamente il drago da quando ha un'immaginazione. Ciò che la fiaba gli fornisce è un San Giorgio che uccida il drago".

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