Il libro dell'estate
"Voglio fare il bagno", disse la piccola, e attese un rifiuto che però non venne. Allora si spogliò lentamente e ansiosamente. Non ci si può fidare di chi lascia semplicemente che le cose avvengano. Immerse un gamba nell' acqua e disse: "È fredda".
"Ovvio che è fredda", rispose la donna anziana, pensando ad altro. "Che cosa ti aspettavi?"
(pp.8-9).
Sofia e la nonna trascorrono le estati su un'isola remota e disabitata dove il vento soffia senza tregua. "Un rifugio per chi lavora, un giardino selvatico per chi cresce e per il resto solo i giorni che si susseguono a catena mentre il tempo scorre"(pp.123-124).
Sofia e la nonna abitano il tempo ciclico della natura, dell'imprevedibilità del mare e del cielo, della profondità e delle esalazioni della terra. Abitano il tempo e lo spazio dell'infanzia, letterale e simbolica: giocano, esplorano, inventano storie, costruiscono una città con palazzi dipinti d'oro, si stendono sotto il ciliegio a pensare, sono libere di cercare e trovano cose che non si aspettavano di trovare.
Sofia e la nonna ampliano la loro conoscenza della vita condividendo esperienze e avventure e confrontandosi su ogni argomento che per la bambina risulti urgente e improrogabile.
Sofia impara dai gesti, dai silenzi e dalle provocazioni della nonna. La nonna impara, attraverso la curiosità e lo smisurato desiderio di conoscere di Sofia, a ingrandire i suoi ricordi che man mano si rimpiccioliscono.
"Diavoli di bambini, pensò la nonna, bambini terribili, ma così succede quando si proibisce tutto quello che è divertente. A chi ha l'età giusta"(p.52).

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