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venerdì 30 dicembre 2016

Pratiche inclusive della bellezza


“Se il cosmo stesso implica la bellezza, se noi viviamo in un mondo estetico, allora il modo primario di adattarsi al cosmo sarebbe attraverso il senso della bellezza, attraverso la risposta estetica”.
James Hillman

"La disabilità non è una patologia, è una condizione di vita. La disabilità deve essere inclusa nel mondo e quindi anche nel concetto di bellezza".
Carlo Riva

 
 
La bellezza, ci ha insegnato James Hillman (1999), non è soltanto e ingenuamente ciò che è grazioso, piacevole, semplice; la bellezza è uno dei bisogni essenziali dell’anima. Solo nei momenti di bellezza – “nella natura, in un volto, un canto, una rappresentazione, o un sogno” – l’anima è colpita e toccata dall’entusiasmo, dalla passione, dall’amore che possono divenire salvifici per il mondo. La bellezza è allora terapeutica nel senso che ci spinge a prenderci cura della nostra anima e dell’anima del mondo.
Praticare la bellezza, suggerisce Carlo Riva, può divenire una pratica inclusiva per curare l’individualismo imperante delle nostre società e ritrovare il senso di comunità, per accettare la dimensione della fragilità non come minaccia o ostacolo, ma come ricchezza, diversificazione e pluralità delle storie individuali (Zagatti, 2012).
Queste riflessioni vogliono introdurre il progetto FAI "Bene FAI per tutti", ideato e realizzato dall'associazione l’abilità Onlus in collaborazione con la Fondazione De Agostini.
Qui potete vedere un video che racconta l’esperienza di bellezza a cui hanno partecipato tre bambini con disabilità cognitiva a Villa Necchi Campiglio.
 
Il progetto prevede la strutturazione di percorsi adattati e la preparazione di materiali modificati e facilitati per permettere alle persone con disabilità intellettiva di comprendere e partecipare pienamente alla visita al museo. La sperimentazione del progetto Bene FAI per tutti è stata avviata in Villa Necchi Campiglio a Milano e in Villa e Collezione Panza a Varese.
 
É possibile scaricare sul sito www.benefaipertutti.it i materiali predisposti per la visita (testi semplificati e tradotti con i simboli della CAA) per preparare le persone con disabilità intellettiva a vivere l’esperienza piacevolmente e in autonomia.
 
 
 

 

mercoledì 28 dicembre 2016

Sing Street di John Carney



Sing Street di John Carney è un film uscito recentemente nelle sale cinematografiche italiane. Un film che ha la potenza eversiva del Puer Ludens.
Conor è un ragazzo quindicenne che vive a Dublino, nella metà degli anni ’80. Conor vive  ai margini di una famiglia in crisi che si sta disgregando, ai margini delle regole disciplinanti e omologanti della scuola, ai margini di Londra, città ambita e sognata, e soprattutto ai margini di un passione travolgente per una ragazza, Raphina, che lo considera semplicemente un amico.



Conor è un poeta, scrive testi di canzoni. La passione per Raphina lo muoverà verso “ciò da cui si sente chiamato”(Benasayag, 2016), verso la possibilità di realizzare la sua singolarità e porsi al centro di un nuova storia. Crea una band, si traveste, gioca con la musica, gira video per i vicoli di una città che, secondo i dettami dell’utilitarismo, lo etichetta come perditempo e diverso, si rifiuta di indossare le scarpe nere imposte dalla divisa della scuola.
Conor non si lascia catturare e imbrigliare da un mondo adulto assente o arreso passivamente alle regole della normalizzazione, ma accompagnato da un adulto, il fratello maggiore, che ha smesso di sognare, si imbarca verso i suoi sogni.

martedì 27 dicembre 2016

Esercizi dell'ammirazione


In relazione all’opera d’arte, in effetti due organi sopra tutti gli altri primeggiano: l’occhio e l’orecchio. Proprio grazie a un gioco di distorsioni implicite, anamorfosi volute e non volute, l’occhio arriva a mettere a fuoco una capacità di visione che si misura non solo con il visibile, mentre l’orecchio affina un ascolto che sa cogliere le inaudite corrispondenze che si intrecciano tra macro e microcosmo, nella consapevolezza che c’è sempre dell’altro… dell’altro ancora da vedere e da udire.
“Saper vedere” e “saper ascoltare” — a questo educa l’arte. La poesia, la pittura, che altro sono, se non esercizi dell’ammirazione?
Nadia Fusini, Vivere nella tempesta, Einaudi, Milano, 2016

Paul Klee, Introducing the miracle, 1916

Joseph Wright of Derby, An Experiment on a Bird in the Air Pump, 1768

Alain Laboile

Sir John Everett Millais, Portrait of a young girl

Mary Ellen Mark

Peter Paul Rubens, Minerva protects Pax from Mars (“Peace and War”), 1629-30

mercoledì 21 dicembre 2016

Jean Michel Basquiat. Il genio bambino

"Questa canzone è per il genio bambino.
Cantala piano, perché è una canzone ribelle.
Cantala piano, più piano che puoi
- che non ti scappi di mano.
Nessuno ama un genio bambino.
Sapresti amare un'aquila,
docile o selvaggia?
Selvaggio o docile sapresti amare un mostro dal nome spaventoso?
Nessuno ama un genio bambino.
Liberalo e lascia che la sua anima corra selvaggia".
Langston Hughes







domenica 18 dicembre 2016

Il libro dei bambini soli




Enrico Sibilla, Il libro dei bambini soli, ilSaggiatore, Milano, 2016

Il bambino è un punzone che preme, e fora la carta, bruciando la carne.

Il bambino, suggerisce Bachelard (1993), è la possibilità solitaria di immaginare e sperimentare un’esistenza senza limiti, è un nucleo atemporale che permane nell’animo umano. Il bambino, prosegue Zolla (1994), è un tesoro seppellito a irraggiungibili profondità da un’educazione avvilente, moralista e coercitiva; soltanto qualcuno, rarissimo, sa immergersi nelle prime memorie, “rivive quei lembi remoti e annebbiati” per ricontemplarne lo splendore.
Enrico Sibilla nel suo esordio Il libro dei bambini soli si inabissa nella materia d’infanzia, da cui proveniamo e da cui progressivamente ci allontaniamo, per restituirci il bambino archetipico, groviglio di simboli che tiene insieme aspetti opposti e ambivalenti e per questo crea spaesamento e lo spostamento in un luogo altro. Il luogo possibilitante  della solitudine è il puro presente delle ore d’infanzia (Rilke, 2001), è la dimora salfivica e oscura dell’immaginazione creatrice, è una soglia da oltrepassare e a cui ritornare, è una dimensione esistenziale e ineludibile, umana e animale, che ferisce e guarisce la nostra carne.
Il bambino solo preme come un punzone e segna ritmicamente e poeticamente la carta bianca di questo libro capace di intrecciare e ricucire gli aspetti ambivalenti, conturbanti, potenti e misteriosi del bambino.









 

 
 



giovedì 8 dicembre 2016

I Cormorani



I Cormorani è il film d’esordio di Fabio Bobbio uscito da pochi giorni nelle sale cinematografiche. Un lungometraggio che scorre lentamente e silenziosamente nel tempo liberato dell’estate e ci immerge nella pacificata e gioiosa ripetizione dei gesti infantili, nell’inesauribile capacità di godere di uno spettacolo già noto.
Samuele e Matteo sono due ragazzi di dodici anni che seguiamo di soppiatto per ritrovare con loro il piacere della reiterazione, della scoperta, del gioco, del balbettio, dell’incespicare,  del sentire animale e animato, dell’ascolto e del dialogo con la natura.

Samuele a Matteo si muovono sulla soglia dell’adolescenza esplorando spazi e ambienti differenti, scoprendo nuovi corpi e impulsi, lottando per difendere il loro territorio. Sperimentano e affrontano prove, volano liberi, come i cormorani, da ogni discorso e presenza adulta che nel film rimane a distanza, fuori campo.
Samuele e Matteo sono due guide che conducono il nostro sguardo all’aperto, all’imprevisto, alla curiosità, alle infinite e smisurate possibilità di esperienze che si affacciano sulla soglia di ogni esistenza.
 
 

lunedì 5 dicembre 2016

La poeticità dell'Infanzia: la Befana sul Lambro

Da trent'anni il laboratorio teatrale La befana sul fiume Lambro, incanta "uomini donne e bambini legati in un sentimento di comunità dalla condivisione di idee, gioco e lavoro, dalla partecipazione alla vita del laboratorio quale metodo di intervento socio culturale, dall'elaborazione di una ricerca creativa attorno al mito-festa della Befana".
Quest'anno, particolare ricorrenza, hanno chiesto anche al nostro gruppo di intervenire sul tema dell'immaginario dei bambini, del fiume, della Befana e sulle relazioni tra poetica, teatro, laboratorio e infanzia.
Ci vediamo il 10 dicembre dalle 15.30 in avanti a Villa Cusani, Carate Brianza.


sabato 3 dicembre 2016

Di disabilità si può e si dovrebbe parlare, oggi come ogni giorno


Quasi ogni giorno si celebra una giornata internazionale per qualcuno o per qualcosa. Da qualche tempo mi interrogo sulle modalità di commemorazione di eventi, date, persone e diritti che spesso si rivelano forme di dimenticanza più che di memoria, rituali svuotati del loro significato che non commuovono più, nel senso etimologico di “muovere con” e verso una riflessione partecipata e condivisa sul presente.
La rapida, sovrabbondante ed evanescente celebrazione mediatica sembra nascondere una distanza dal vicino e una vicinanza dal lontano (Zoja, 2009) che intrattiene ma non turba, se non per istanti fugaci, fa gioire o patire appartati.

Oggi, 3 dicembre, si celebra la giornata internazionale delle persone con disabilità. Qualche anno fa Franco Bomprezzi proponeva una giornata di silenzio e di ascolto per vedere e provare a comprendere la condizione di disabilità e 364 giorni per parlare e agire, “con i fatti, con le delibere, con leggi, con gli stanziamenti, con le buone prassi, con i diritti”. In questo silenzio partecipato vorrei proporre la lettura condivisa di un libro per tutti, come rituale comunitario che dovrebbe essere celebrato oggi come ogni giorno dell’anno.


Noi. Testo di Elisa Mazzoli. Illustrazioni di Sonia MariaLuce Possentini, Bacchilega Editore, Imola, 2013.
 
Noi di Elisa Mazzoli è un libro poetico, con immagini meravigliose di Sonia Possentini che raccontano l’incontro con la diversità, con un bambino che nessuno avvicina mai perché ha un occhio sproporzionato da cui scende una bava appiccicosa che “fa schifo”. Occhione, così è stato soprannominato il bambino, è il “diverso” escluso perché non compatibile con le regole implicite dell’efficienza e della performatività esaltata.
 
Noi corriamo dappertutto.
Lui invece cammina a piccoli passetti.
Noi stiamo insieme, parliamo, giochiamo.
Lui invece sta da solo e scava, scava, scava…
Un buco al giorno.
Ha sempre le mani sporche.
 
 

Noi consente ai bambini di venire in contatto con le emozioni, anche quelle più inquietanti e turbolente, che possono provare nell’incontro con la disabilità e perciò di prenderne consapevolezza e rendersi disponibili all’incontro con l’inatteso, che non può che ampliare e arricchire lo sguardo di ognuno.
 
... e io ho avuto il coraggio di alzare lo sguardo.
Con il suo occhio piccolo lui mi vedeva.
L'occhio grande invece era puntato verso il cielo.
Ha detto "Io mi chiamo Filippo. E tu?"
"Anch'io" ho risposto, "anch'io mi chiamo Filippo."


giovedì 1 dicembre 2016

La grazia dei bambini


“Esiste la grazia dei bambini, ed esiste soprattutto come correttivo della società; ed è una delle indicazioni dataci in direzione della felicità non disciplinata”.
Benjamin in una lettera a Adorno
 

Alain Laboile, M-Monochrom


William Hogarth, The Graham Children, 1742


Sir Joshua Reynolds, Lady Cockburn and her Three Eldest Sons, 1773


Jan Miense Molenaer, The scent Sun, 1637


Sir Thomas Lawrence, The Calmady Children, 1823



Edvard Munch, Street in Asgardstrand, 1902


Alain Laboile, La famille


La responsabilità educativa



Il ciclo di incontri sulla responsabilità educativa è al suo ultimo appuntamento:

Mercoledì 14/12/2016 dalle 9.30 alle 11.30 in aula Massa, edificio u6, Università Milano Bicocca, p.zza Ateneo Nuovo, 1.

Si parlerà di responsabilità nell'arte (Chiara Tarabotti) e nella natura (Francesca Antonacci).

L'intervento della prof. Tarabotti si intitola "La responsabilità in teatro: l'allestimento dell'opera lirica".

Il mio "Oltre la Garbology. La responsabilità transitiva della natura".

Lavorerò sul rifiuto e sulle forme della sua trasformazione, al di là dell'ecologismo, cogliendo le risonanze educative di una rielaborazione del naturale, quando viene gettato perché ha compiuto il suo ciclo di produzione e consumo.
Il rifiuto può essere gettato oppure può venir colto come segno del nuovo, se c'è una immaginazione ludica a sostenere il processo di trasformazione della realtà, per dargli nuova vita: questo è il segno di una responsabilità tutta educativa.

mercoledì 30 novembre 2016

Immaginazione, collegamento tra vita interiore e mondo

Un blob è un montaggio in sequenza di spezzoni di film, per intrecciare pensieri, inaugurare altri sguardi e come nell'infanzia vedere le cose nella loro possibilità, perché come sostiene Hillman le immagini e le metafore sono la lingua madre, innata, la stessa che costituisce la base poetica della mente e rende possibile la comunicazione con tutti gli uomini e tutte le cose. 
Questo blob allude all'infanzia ma non è la singola infanzia che ci interessa scavare, non è la storia individuale che è necessario curare, analizzare, bonificare, questo è compito di altri specialisti e di altri sguardi, per noi è interessante accarezzare il fondo concreto di una infanzia cosmica, quella cui attingono i poeti che si inabissano nella propria per trovarne i germi collettivi. (1)






(1) Francesca Antonacci in Francesca Antonacci e Elisa Rossoni (a cura di), Intrecci d'infanzia. 2016 Franco Angeli, Milano.

giovedì 24 novembre 2016

Girachille. Gli oggetti parlano senza parole

Girachille, 2015 

GIRACHILLE: an unpublished project found in our archives, produced by @designmemorabilia.com #fondazioneachillecastiglioni #studiomuseumachillecastiglioni #achillecastiglionidesign #achillecastiglioni #designcastiglioni #design #designinedit #triennaledesignmuseum #designmemorabilia #creative #functionaldesign #italiandesign #productdesigner
Pubblicato da Fondazione Achille Castiglioni su Mercoledì 23 novembre 2016


Girachille è un progetto inedito di Achille Castiglioni eclettico designer italiano noto a livello internazionale per aver concepito progetti di elementi di arredo e di illuminazione diventati icone del design contemporaneo.

Cifra stilistica di Castiglioni è un approccio al progetto di tipo ludico, ironico, immaginativo e combinatorio, orientato alla sperimentazione più che alla definizione di uno stile formale, in cui la sapienza costruttiva e la conoscenza dei materiali è traccia di una tradizione artigiana che trova nuove forme nella produzione industriale. Per citare alcuni tra i progetti più rappresentativi in questo senso il sedile basculante Sella, nato da una sella di bicicletta (1957) (...) il sedile Mezzadro, realizzato con un sedile traforato da trattore, e la lampada Toio (1962), i quali, per il carattere ludico dell’assemblaggio di elementi, vennero accomunati agli oggetti più provocatori dei gruppi del cosiddetto radical-design. L’aspetto giocoso e il montaggio imprevedibile di parti che li caratterizzano, sono stati associati sia al riutilizzo di oggetti tratti dal quotidiano, noto come ready-made, sia alla pratica del bricoleur, che riassembla pezzi di cose diverse dando loro una nuova funzione. Nella ricerca progettuale di Castiglioni, l’ironia esplicita e pop di oggetti come il sedile a tre gambe per esterni Allunaggio (1966), il tavolo Cacciavite (1966), con le gambe esagonali svitabili (...) fonte Treccani.

Nella lampada Girachille il calore di una piccola candela fa muovere un cilindro colorato dando vita a un girotondo luminoso calmo e magico. Questo oggetto sembra nascere dal desiderio di fondere fenomeni di natura diversa, quello di natura fisica, l’aria riscaldata dalla candela arriva alle lamelle fissate a raggiera all’estremità del cilindro imprimendo una rotazione intorno all’asse, e quello di natura poetica, l’alternanza dei settori retroilluminati appare come una girandola multicolore dal moto lento, irregolare e incerto. L’effetto è di meraviglia.

Per accendere la lampada dobbiamo agire con una gestualità inusuale dal tocco delicato che ci fa immergere in un tempo dilatato quasi rituale. Questi gesti si contrappongono all’immediatezza e al distacco tra corpo e mente che invece accompagnano in modo automatico la pressione delle nostre dita su un interruttore elettrico, questi gesti sono infatti disattenti, abituali, scontati e frettolosi. Con Girachille non accendiamo la candela perché abbiamo bisogno di luce per un’attività precisa ma perché vogliamo creare una dimensione separata dallo scorrere frenetico quotidiano, in cui poter godere nell’osservare come a ogni cambiamento dell’ardere della candela e dei flussi d’aria, l’effetto luminoso riveli l’invisibile.

Girachille è una giostra di colori che incarna l’essenza del gioco, è bella quanto inutile ma al tempo stesso proprio per questo necessaria. Siamo convinti che sia ingenuo credere che l’uomo viva unicamente in uno spazio oggettivo (1) e quindi abbiamo bisogno di risvegliare la capacità di immaginazione che possedevamo nell’infanzia, periodo in cui risuonavamo in sintonia estatica, feconda e generativa con il mondo e le cose. Abbiamo bisogno di ricreare una dimensione esistenziale in cui spazio oggettivo e spazio immaginato coesistono, si incontrano creando meraviglia, piacere e preludono a nuove possibilità.

Da un punto di vista pedagogico tutti gli oggetti che abitano il nostro ambiente andrebbero progettati con questa consapevolezza, siamo convinti che lo spazio e gli oggetti come diceva Pasolini parlano senza parole, educano implicitamente il corpo, il pensiero, creano abitudini e modalità di relazione che formano l’individuo. L'educazione data a un ragazzo dagli oggetti, dalle cose, dalla realtà fisica - in altre parole dai fenomeni materiali della sua condizione sociale - rende quel ragazzo corporeamente quello che è e quello che sarà per tutta la vita. A essere educata è la sua carne come forma del suo spirito. La condizione sociale si riconosce nella carne di un individuo (almeno nella mia esperienza storica). Perché egli è stato fisicamente plasmato dall'educazione appunto fisica della materia di cui è fatto il suo mondo. Le parole dei genitori, dei maestri e infine dei professori si sovrappongono, cristallizzandolo, su ciò che a un ragazzo hanno già insegnato le cose e gli atti. (2)

Note

1 Jean Jacques Wunenburger, La vita delle immagini, Milano Mimesis Ermesiana, 2007
2 in Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane. Saggi sulla politica e sulla società, Meridiani Mondadori, Milano 1999. Nel capitolo intitolato Gennariello 10 aprile 1975 “La prima lezione me l'ha data una tenda”.



Mezzadro 1962
prodotto da Zanotta
















Sella 1957
prodotta da Zanotta
Allunaggio 1966
prodotta da Zanotta
Toio 1962
prodotta da Flos







Cacciavite 1966
con Pier Giacomo Castiglioni

mercoledì 23 novembre 2016

La mia vita da zucchina

La mia vita da zucchina è un film d'animazione del 2016 diretto da Claude Barras. Trailer in italiano
È la storia di un bambino di 9 anni che si chiama Icare, ma un Icaro che non ha abbastanza forza per volare, soprattutto perché il suo unico affidamento è un aquilone.
Ed è così poco Icaro da preferire il più prosaico nomigliolo di "Zucchina", perché è così che lo chiamava sua mamma.

È un film sui luoghi dell'educazione, in un mondo dove le relazioni familiari sono inesistenti o dolorose,  e solo gli educatori, o i poliziotti sono capaci di provare affetto per i bambini.
I grandi occhi di Zucchina, Camille, Simone, Ahmed, Jujube, Alice, Béatrice hanno visto tante cose, ma sono ancora pieni di stupore, meraviglia e voglia di giocare.


Un piccolo scrigno di poesia, che ci mostra una visione forse semplificata, ma molto molto evocativa su un presente che non ha più tempo, né risorse per l'infanzia.

martedì 22 novembre 2016

Laboratorio di gioco per anziani al Refettorio Ambrosiano

Il gruppo di ricerca interuniversitario Lusory Warp (Università Milano-Bicocca e Politecnico di Milano) organizza un laboratorio di giochi rivolto agli anziani nel contesto dell'Associazione per il Refettorio Ambrosiano.
Come noi continuiamo a difendere, il gioco non è solo un'attività per bambini, ma coinvolge tutte le età della vita, a maggior ragione la terza età, che è nuovamente liberata dagli impegni del lavoro.


Paul Klee, Landscape with yellow bird, 1923

Il gruppo progetta giochi nei diversi contesti e per diversi destinatari e, nel contesto del Refettorio Ambrosiano li propone con il semplice, ma importante obiettivo di condividere attività che facciano stare bene.

Il primo incontro si è tenuto lunedì 21 novembre e siamo stati molto bene insieme, divertendoci e rilassandoci. 
Il laboratorio di gioco, che si terrà ancora il 19 dicembre, 23 gennaio, 20 febbraio, 27 marzo e 8 maggio, sempre il lunedì, sempre dalle 15.00 alle 16.30, sempre al Refettorio Ambrosiano, è un luogo speciale, nel quale passare con altri momenti leggeri, divertenti e emozionanti. 


lunedì 21 novembre 2016

Festival: Il diritto di essere bambini.

Martedì 22 e mercoledì 23 Novembre 2016.
Villa Di Breme-Forno, Via Carlo Martinelli 23, Cinisello Balsamo.

In occasione della Giornata Internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, il 22 e 23 novembre, presso gli spazi di Villa Di Breme-Forno (Cinisello Balsamo), si svolgerà la sesta edizione del Festival Il diritto di essere bambini. Un'occasione d'incontro e formazione preziosa, promossa dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione "Riccardo Massa", Università degli Studi di Milano-Bicocca, per conoscere, ricordare, sperimentare e rielaborare insieme i principi presenti nella Convenzione Internazionale sui diritti dell'infanzia
Due intere giornate per immergersi nella dimensione trasformativa del gioco grazie a numerosi laboratori rivolti a bambini, ragazzi, insegnanti, educatori e genitori. 


Ci saremo anche noi con un laboratorio di arti circensi,  “Tra terra e cielo: il cerchio magico del circo!”, ideato con particolare riferimento all'Articolo 31 (punto 1) della Convenzione in cui si riconoscere al fanciullo il diritto al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative e a partecipare liberamente alla vita culturale e artistica.  
...Un cerchio magico popolato da corpi, suoni, palline, fazzoletti, cerchi, piatti cinesi e tanti altri curiosi attrezzi colorati per dar vita a uno spazio-tempo extraordinario in cui ciascun bambino avrà la possibilità di immergersi con stupore e meraviglia nel mondo del circo. Un’attenzione privilegiata sarà data al corpo, quale sede primaria di emozioni e percezioni, e all’immaginazione, quale facoltà cognitiva fondamentale per operare trasformazioni rispetto alla nostra postura abituale, guardando alle molteplici discipline del circo con uno sguardo ludico e immaginifico piuttosto che esclusivamente tecnicistico.
Pronti a giocare?!

giovedì 10 novembre 2016

Giocare per preparare un domani differente. Racconto di un'esperienza in Africa


Il gioco è un’esperienza universale che da sempre ha accompagnato la storia dell’umanità, accomunando le diverse civiltà oltre ogni differenza sociale, culturale, linguistica e generazionale.
Il gioco è un terreno comune di incontro e scambio tra persone, culture e tradizioni differenti (Gallelli, 2012).
In gioco e nel gioco si è svolto il corso di formazione dedicato a 60 insegnanti delle scuole primarie delle città di Djibouti e Ali Sabieh, nel piccolissimo stato di Gibuti situato nel corno d’Africa. Il corso, svolto da due operatrici di l'abilità Onlus, si è inserito nel progetto Una scuola per tutti che l'associazione Mediterraneo senza handicap sta realizzando in Africa per promuovere l'inclusione dei bambini con disabilità nelle scuole.

 
Il gioco si è rivelato uno spazio intermedio e intermediario di incontro e dialogo tra i partecipanti, tra tradizioni culturali e religiose diverse, tra teorie e pratiche educative somiglianti e differenti;  un cerchio magico che ha generato un sapere e una pratica che gli insegnanti potranno riportare nella quotidianità della loro professione per provare a pensare e strutturare una nuova scuola preparata ad accogliere la disabilità.
Credo che gli insegnanti abbiano sentito e vissuto questo corso come un’occasione di cambiamento, una trasformazione possibile e necessaria, forse lenta e graduale, ma animata dalla passione, dal desiderio e dalla fame di conoscenza e sapere, in un contesto dove tutto manca.
 
                     
 
A partire dal corpo, dai gesti, dagli sguardi, prima e oltre le parole, gli insegnanti hanno abitato lo spazio del gioco con una qualità di presenza che Marco Baliani definisce “una condizione di puro presente” (2005): la capacità di riuscire a stare in quello che accade, a sostare nel qui ed ora senza obiettivi estrinseci se non il piacere di giocare per giocare.
Colpisce lo sguardo d’infanzia che gli adulti ritrovano e scoprono quando un gioco o un esercizio li costringe ad abbassare la guardia delle loro diffidenze e delle loro difese.
 
 
 
 
Il gioco ha innescato la possibilità di uno sguardo diverso, ha aperto uno spazio scevro da giudizio e valutazione in cui sentirsi liberi di mettere in scena pensieri e pratiche educative, spesso ancorate a un modello disciplinante e punitivo, che hanno aperto squarci di criticità e riflessività condivisa per preparare un domani differente.
 
 


martedì 8 novembre 2016

Cosa ci insegna il Corpo?

Andrea Loreni, performer e filosofo, ci racconterà la sua esperienza di Funambolo nel Corso di Pedagogia del Corpo, Milano-Bicocca, U6-7.
14 novembre 2016.


Lezione di Funambolismo
Camminare nel cielo
Condotta dal performer Andrea Loreni
Funambolo e filosofo




Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”
Università degli Studi di Milano-Bicocca
Lunedì 14 novembre 2016. Ore 12.30-14.30 U6-7
Ingresso Gratuito
Afferente al corso di Pedagogia del Corpo, prof.ssa Antonacci F.

mercoledì 2 novembre 2016

Convegno: Il valore educativo del Judo nella società di oggi

Il valore educativo del judo nella società di oggi; la figura del Maestro
Busto Arsizio – Sala Tremogge – via Molino 2 - 26 – 27 novembre 2016.

La società di oggi tende a occupare in modo sempre più pressante il tempo dei bambini, dei ragazzi e dei giovani attraverso attività fortemente strutturate, sia formative che di svago. Si lascia, così, poco spazio perché ciascuno possa avventurarsi per il proprio personale percorso e compiere quelle esplorazioni che preparano alla vita. La libertà di comportamento, su cui si dovranno innestare il senso morale e l’impegno sociale, deve essere una conquista che si attua attraverso la scoperta delle proprie inclinazioni in un contesto che offra delle linee guida senza opprimere l’autonomia di scelta e di giudizio.
Il judo, come proposto dal Sig. Kano, offre alcune possibili forme entro cui sviluppare la propria individualità e la propria autonomia. Nel judo, infatti, le tecniche e le forme vengono trasmesse dal maestro attraverso un didattica integrale e progressiva in modo tale da non costituire un sapere statico, ma una guida allo sviluppo della libertà di ogni singolo allievo. La funzione del maestro dovrebbe, dunque, essere quella di ricevere il sapere del passato e di fonderlo con le esigenze e le positività del presente, realizzando in ogni singolo allievo il livello di sviluppo morale e conoscitivo che gli è proprio.


giovedì 27 ottobre 2016

SCUOLA PER TUTTI. Un progetto di inclusione attraverso il gioco




"SCUOLA PER TUTTI" è un progetto che l'associazione onlus Meditteraneo senza handicap sta realizzando in Africa, a Gibuti, per promuovere l'inclusione dei bambini con disabilità nelle scuole.
Obiettivo principale è quello di formare e preparare circa 60 insegnanti, provenienti da 18 scuole delle città di Ali Sabieh e di Djibouti, per far acquisire orizzonti di solidarietà e competenze professionali, allo scopo di poter includere nella scuola bambini e ragazzi con disabilità  psico-fisica e con disturbi specifici di apprendimento.
Al progetto collaborano diverse Università italiane e associazioni  con la supervisione scientifica dell'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano.
L'associazione l'abilità onlus è stata invitata per tenere un corso di formazione sulle tematiche del gioco e della disabilità.
Elisa Rossoni, pedagogista di l'abilità e membro del nostro gruppo Puer Ludens, condurrà le insegnanti, insieme alla dott.ssa Anna Magrin, in un percorso di riflessione e approfondimento sulla valenza del gioco nella vita di un bambino con disabilità. Attraverso laboratori psicocorporei ed esperienziali  si proverà a confrontarsi con i tempi e i modi del gioco, a creare e modificare giochi adeguati alle diverse disabilità, a strutturare contesti ludici adeguati ai bisogni del bambino in vista dell'autonomia.
 
Vi racconteremo l'esperienza che ci mette in gioco come formatori in una comunità culturale che vive sfide quotidiane e che parteciperà alla sfida di costruire una scuola pronta ad accogliere tutti e ciascuno.

 



domenica 23 ottobre 2016

Il cielo e i violenti. Convegno 10-11 novembre. Milano-Bicocca.





"Il cielo e i violenti". Convegno a cura di Francesca Antonacci e Massimo Della Misericordia, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione "Riccardo Massa", Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Giovedì 10 novembre dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e venerdì 11 novembre dalle ore 9.30 alle ore 17.30, presso l' Auditorium G. Martinotti, Edificio U12, via Vizzola 5, Milano. Ingresso libero.

Il Convegno intende esplorare, con approcci interdisciplinari, filologici o ermeneutici, i linguaggi simbolici, educativi e performativi delle relazioni tra sacro e violenza. Si intende affrontare tale rapporto grazie a fonti (iconografiche, letterarie e testuali, musicali e...cc.) che mostrino concretamente la storicità dei legami tra pratiche e istanze di valore fondate sul binomio cielo e guerra, con le sue valenze sacrificali.
Intenzione del convegno è inoltre esplorare le figure sociali e pedagogiche (maestro, profeta, guru, sacerdote, guerriero, samurai) e le istituzioni (iniziatiche e scolastiche) dove sacro e violenza sono al centro del progetto di trasformazione dell'uomo, mostrando le tensioni e le dinamiche tra percorsi negli ambiti religiosi e marziali.

Per informazioni: giulia.schiavone@unimib.it

venerdì 14 ottobre 2016

Crescere BAMBINI - Convegno nazionale a Palermo


ll Gruppo Siped “Pedagogia dell’Infanzia tra presente e passato”, sabato 15 ottobre 2016, dalle ore 9 alle ore 18, presso la Sala Magna dello Steri, organizza il convegno nazionale sul tema “Crescere bambini”.


Programma:

Ore 9 - Saluti Fabrizio Micari, Rettore Università di Palermo; Stefano Boca Direttore del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione; Pasquale D’Andrea, Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Palermo, Concetta Monachello, Referente Gruppo territoriale Nidi e Infanzia Sicilia occidentale.


Ore 9.45 - Introduce i lavori Simonetta Ulivieri, Presidente SIPED


Ore 10 - Sessione storico-teorica Modera Livia Romano, Università di Palermo, Monica Ferrari, Università di Pavia: Relazione introduttiva, Francesca Antonacci, Università Milano Bicocca: Gioco e infanzia simbolica, Maurizio Piseri, Università VdA: Pedagogia aportiana e salute del bambino, Monica Guerra, Università Milano Bicocca; Fabrizio Bertolino, Università VdA; Maja Antonietti, Università Modena e Reggio Emilia; Michela Schenetti, Università di Bologna: Bambini 2.0: il bisogno di stare nella natura, tra passato e futuro.
Dibattito


Ore 15 - Sessione teorico-empirico-sociale. Modera Elena Mignosi, Università di Palermo. Anna Bondioli, Università di Pavia: Relazione introduttiva - Teresa Grange, Università VdA: Cultura della valutazione e sviluppo professionale nella scuola dell’infanzia: una ricerca partecipata, Rossella Caso, Università di Foggia: Il posto giusto. L’educatore, il bambino e il libro in ospedale - Marina De Rossi, Emilia Restiglian, Università di Padova: Competenze di documentazione narrativa digitale per l’educatore della prima infanzia. Presentazione del volume Contributi per una pedagogia dell’infanzia. Teorie, modelli, ricerche A cura di Andrea Bobbio e Andrea Traverso: ne discutono gli autori. Dibattito e conclusioni


Il termine per iscriversi al convegno scade il 12 ottobre 2016.
Per info e iscrizioni www.grupponidiinfanzia.it


lunedì 3 ottobre 2016

Intrecci d'infanzia

Intrecci d'infanzia, a cura di Francesca Antonacci e Elisa Rossoni, FrancoAngeli, Milano, 2016

Con contributi di Francesca Antonacci, Maresa Bertolo, Ilaria De Lorenzo, Monica Guerra, Emanuela Mancino, Natascia Micheli, Federica Negri, Carlo Riva, Elisa Rossoni, Giulia Schiavone, Susetta Sesanna.


Cosa vuol dire infanzia? Una domanda centrale per chi si occupa di educazione. L'idea di una infanzia archetipica e simbolica ha radici antichissime nelle religioni, nei miti e nell'arte. Abbiamo raccolto un sapere dalle immagini dell'infanzia nutrendoci con opere d'arte, che non si accontentano di rappresentazioni moralistiche, edulcorate o ideologiche, ma che rispondono al richiamo di una qualità infante presente in tutto il corso della vita. I saggi lavorano con tali immagini viventi, con le rappresentazioni del bambino che contengono un potenziale trasformativo, necessario per modificare la propria postura nei contesti educativi e preparare un diverso domani. Se hanno ragione coloro che pongono nell'infanzia la stagione più prossima all'essere, ogni figura educativa dovrebbe ripensare in profondità i propri obiettivi, per orientare pensiero e azione e garantire all'infanzia un intreccio di ambivalenti possibilità, per custodirne ma anche condividerne, ogni giorno, il mistero.