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mercoledì 16 ottobre 2019

Le radici nel cielo. La disciplina del funambolo per la formazione dell'educatore.

Le radici nel cielo. 
La disciplina del funambolo per la formazione dell'educatore
 di Giulia Schiavone, FrancoAngeli, Milano, 2019.




Come il funambolo ricerca un equilibrio precario in condizioni estreme, anche l’educatore sembra dover sostenere prove analoghe. Una delle questioni principali dell’educatore sembra infatti essere il suo modo di posizionarsi, di ‘prendere posizione’ sulla scena educativa. Come porsi nei confronti dell’altro? Davanti? Accanto? Dietro? Istanze queste che rivelano non solo un modo di muoversi e di spostarsi del corpo nello spazio ma anche e soprattutto un preciso modo di pensare e di mettere in forma la propria progettualità.
Nella prospettiva di un professionista in continua formazione e trasformazione, la disciplina esercitata dal funambolo sembra così tradursi in una duplice istanza: a radicarsi, per essere autenticamente e consapevolmente presenti e ad espandersi, per essere ricettivi, aperti, pronti a ricevere e ad accogliere l’altro. Allenando a una presenza con-centrata, vigile e attenta, gli esercizi psicofisici tratti dal training psicofisico del funambolo, nel testo documentati e rielaborati, possono così responsabilizzare anche l’educatore circa la propria postura – fisica, emotiva e cognitiva -, spronandolo a interrogarsi costantemente rispetto al senso e all’intenzione messa nel proprio agire.
Il volume, rivolto a educatori, insegnanti e formatori, performer e praticanti di discipline artistico-corporee, è un invito a destrutturare il proprio abituale modo di camminare e di attraversare la scena educativa-performativa, per esperire l’equilibrio come tensione vitale al movimento e alla ricerca di un continuo bilanciamento.



Laboratorio di Gioco per Anziani

Laboratorio di Gioco per Anziani tra le attività dell'Associazione per il Refettorio Ambrosiano di Milano.



Il gioco non è solo un'attività per bambini, ma coinvolge tutte le età della vita, a maggior ragione la terza età, che è nuovamente liberata dagli impegni del lavoro. Saranno proposti giochi da fare in piccolo gruppo con il semplice, ma importante, obiettivo di condividere momenti di benessere.
Un'occasione per stare insieme divertendosi e rilassandosi presso il Refettorio Ambrosiano: un luogo speciale, nel quale passare con gli altri momenti leggeri e divertenti.

Gli incontri, progettati e condotti dal gruppo di ricerca interuniversitario Lusory Warp (Università Milano Bicocca e Politecnico di Milano), saranno sempre di lunedì dalle 15.00 alle 16.30 nelle seguenti date:

- 9 dicembre 2019
- 13 gennaio 2020
- 10 febbraio 2020
- 9 marzo 2020
- 11 maggio 2020

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

domenica 13 ottobre 2019

Il bambino sottovuoto


Marius è un bambino di sette anni bravo, educato e obbediente. Marius è stato prodotto in fabbrica per rispondere alle aspettative e al desiderio di futuri genitori di avere un bambino intelligente, responsabile, sottomesso, incapace di dire parolacce e comportarsi scorrettamente.
Marius, per sbaglio, viene consegnato "sottovuoto" in un barattolo di vetro alla signora Berta Bartolotti, una donna senza età che la gente giudica «un tipo eccentrico» perché ha uno strano modo di vestirsi, si mette troppo trucco in viso e parla da sola  a voce alta. Ha, inoltre, una passione sfrenata per i buoni, gli ordini d'acquisto, i campioni gratuiti e le offerte speciali che le riempiono la casa di oggetti non propriamente utili come un'enciclopedia degli animali in diciassette volumi, nove rotoli da preghiera buddista, dieci paia di mutande in angora extra-large. 
Ma in particolare, la signora Bortolotti non può soffrire tutta una serie di parole: "oltre a 'dovere', 'coi piedi per terra', 'di sana pianta', odiava 'scopo', 'sensato', 'normale', 'istruttivo', 'per bene', 'decoro', 'morale', 'casalinga', 'consono' e 'appropriato' ".
Queste le inverosimili premesse e inaspettate condizioni entro cui si realizza l' incontro tra Marius, bambino modello, sapiente e ligio al dovere e Berta Bartolotti, mamma non convenzionale, buffa e scompigliata.
I due imparano a conoscersi e a volersi bene tra incomprensioni e gag spassose finché, un giorno, i signori della fabbrica si accorgono dell'errore e vogliono indietro il loro prodotto per consegnarlo ai legittimi proprietari. 
Riuscirà la signora Bartolotti, insieme ai suoi amici e complici, Kitti e il signor Egon, a tenere Marius?

Il bambino sottovuoto è un romanzo della scrittrice austriaca Christine Nöstlinger (nobel della letteratura per ragazzi) pubblicato nel 1975 che ci sembra quanto mai riproponibile nell'odierna società della perfezione e della performatività. Ai bambini è richiesto, quotidianamente, di essere docilmente obbedienti, sempre attivi e performanti per rispondere alle aspettative adulte e raggiungere una presunta perfezione fisica, estetica, cognitiva, emotiva, morale - pena la marchiatura a bambino incompetente e problematico.
Il bambino sottovuoto offre ai bambini, e anche agli adulti, la possibilità di uscire dalle righe, di sbagliare, di giocare, di urlare, di essere "diseducati", di non conformarsi a un modello che non potrà mai corrispondere alla natura curiosa, misteriosa e ambigua del bambino.


lunedì 30 settembre 2019

Repubblica luminosa

A.Barba, Repubblica luminosa, La nave di Teseo, Milano, 2018


Sono fatto di due cose che non possono
essere ridicole: un selvaggio e un fanciullo.
Paul Gauguin

Repubblica luminosa è un libro dello scrittore spagnolo Andrés Barba, pubblicato nel 2017.
Racconta, in forma di cronaca, le vicende della piccola cittadina di San Cristobal che, improvvisamente e silenziosamente, viene invasa da una banda di trentadue bambini, dai nove ai tredici anni. Nessuno sa da dove vengano, hanno facce da insetti, parlano una lingua incomprensibile nata in gioco, vivono per strada, affamati e violenti, confondendosi con i bambini indigeni del posto. Vivono in gruppo, come api che formano un alveare la loro vita sembra asservita a un insieme, a una sorta di repubblica. Il loro arrivo sconvolgerà l’ordine della città ma soprattutto metterà in discussione l’immaginario mellifluo del mondo adulto legato all’infanzia, il mito dell’infanzia come paradiso perduto.
“Il mito dell’innocenza infantile è una forma imbastardita, positiva e comoda del mito del Paradiso Perduto. Santi, intermediari e vestali di tale religione tascabile, i bambini vengono incaricati di rappresentare per gli adulti lo stato di grazia originale” (p.30). 
I trentadue ragazzini, presenze reali o fantasmi nella cittadina tropicale, hanno ben poco di tale grazia originale, sono diversi dagli altri bambini, in loro sembra ci sia un’allegria e un senso di libertà a cui non potrebbero mai aspirare i giochi regolamentati e pieni di divieti dei bambini di San Cristobal. Forse hanno invaso la città per realizzare “il sogno infantile per antonomasia: la ribellione contro l’organizzazione degli adulti” (p.66), per instaurare una nuova civiltà basata su un nuovo ordine di sentimenti, di amore e odio, violenza e rabbia. 
E quando iniziano a diventare contagiosi, l’agente patogeno deve essere debellato.

giovedì 26 settembre 2019

Bbetween 2019 Performing Arts - Going to the Theatre

Sono aperte le iscrizioni per il percorso Bbetween 2019 Performing Arts – Going to the Theatre.

La tua non sarà una prestazione fisica, ma qualcosa di più profondo… stiamo allenando l’anima, il resto sono preoccupazioni da lasciare ai ginnasti (de León, 2015).

Attraversando i territori del teatro, della danza e del circo contemporaneo, il percorso prevede delle attività di conoscenza del gruppo, preparatorie ai temi degli spettacoli, la visione di tre spettacoli (circo contemporaneo, danza e teatro) e la visita per ciascuno di essi, del "dietro le quinte", nella quale si incontreranno i performer e i registi. 





Dall'alto. Prova ancora. Cadi ancora. Cadi meglio


Esemplari femminili 


Gino il postino


Un'occasione e una sfida per incontrare ed esperire il linguaggio delle arti performative come tensione equilibrante tra istanze spesso scisse nel nostro panorama culturale: corpo e mente in primo luogo, ma anche sentimento e ragione, anima e spirito, cuore e pulsione creativa, memoria e sensazione, desiderio e paura, forza e leggerezza.
Le attività, supervisionate da Francesca Antonacci, saranno condotte da formatori professionisti esperti in arti performative e prevedono, nel primo e ultimo incontro, l’utilizzo di metodologie corporeo-espressive ed esperienziali, in piccolo e grande gruppo. 
Dove e quando?
  • 30 ottobre 2019, dalle ore 15.00 alle ore 18.30: Incontro Introduttivo, Università di Milano-Bicocca.
  • 3 novembre 2019, ore 16.30Visione dello spettacolo di Circo Contemporaneo “Dall’alto. Prova ancora. Cadi ancora. Cadi meglio”, Teatro Bruno Munari;
  • 4 novembre 2019, ore 16.00: Visita al dietro le quinte del Teatro Bruno Munari e incontro con i performer;
  • 9 novembre 2019, ore 19.00Visione dello Spettacolo di Teatro-Danza “Esemplari femminili” e a seguire incontro con i performer, Piccolo Teatro di Milano; 
  • 17 novembre 2019, ore 16.15Visione Spettacolo di Teatro “Gino il Postino” e a seguire incontro con i performer, Teatro Franco Parenti;
  • 18 novembre 2019, dalle ore 15.00 alle ore 18.30: Incontro Finale, Università di Milano-Bicocca.
Per iscrizioni e maggiori informazioni: https://www.unimib.it/bbetween/performing_arts
Scadenza iscrizioni: 6 ottobre 2019.

martedì 17 settembre 2019

L'isola

L’isola, di Mark Janssen (edizioni Lemniscaat, 2019), è un libro incantevole. Un papà, una bambina e un cane che approdano su una strana isola dopo un naufragio. L'evocazione di una più grande Tempesta, forse.
L'isola si rivela il dorso di una tartaruga gigante, che attraversa i mari incontrando meraviglie e li conduce, infine, a un lieto epilogo.
La formula del silent book è perfetta per queste pagine giganti che grondano colore. Gli occhi spalancati del piccolo (o grande) lettore restituiscono al libro quella qualità magica delle immagini di raccontare storie, evocare atmosfere e creare mondi.
Da leggere e rileggere all'infinito, colmi di meraviglia.


sabato 14 settembre 2019

Greta Grintosa

A.    Lindgren (1949), Greta Grintosa, Iperborea, Milano, 2017
Astrid Lindgren è l’amata e famosa autrice di Pippicalzelunghe. In questo post vogliamo presentarvi e suggerirvi la lettura di un altro suo fantastico libro, che racconta dieci storie di bambini a partire dallo sguardo dei bambini. Greta Grintosa è un libro che dà voce all’opinione e al vissuto dei bambini che si trovano ad affrontare la quotidianità (quella vera e non quella edulcorata!) e il mondo adulto, che spesso appare incomprensibile, ingiusto e distratto. 
Greta, Stig e Albin, Bertil, Göran, Gunnar e Gunilla, Lise-Lotta, Kalle, Barbro, Eva e Samuel sono i dieci piccoli protagonisti di giochi, avventure rocambolesche, viaggi immaginari, prove e difficoltà da superare che ci rimmergono nell’universo ambiguo e misterioso dell’infanzia.

Illustrazioni di Ingrid Van Nyman e Eva Billow

domenica 8 settembre 2019

Educare alla ricerca inquieta e impaziente del sapere


“Parlare della realtà come qualcosa di fermo, statico, suddiviso e disciplinato, o addirittura dissertare su argomenti completamente estranei all’esperienza esistenziale degli educandi, è sempre stata la suprema inquietudine di questa educazione. L’educatore è l’agente indiscutibile, il soggetto reale, il cui compito sacro è “riempire” gli educandi con i contenuti della sua narrazione. Contenuti che sono dei veri e propri ritagli della realtà, sconnessi rispetto all’insieme da cui hanno origine, e in cui troverebbero significato. La parola, in queste dissertazioni, si svuota della dimensione concreta che dovrebbe avere, o si trasforma in bla-bla-bla, in verbosità alienata e alienante.
[…] Educatore e educandi si confinano nell’archivio perché, in questa visione deformata dell’educazione, non esiste creatività, non esiste trasformazione, non esiste sapere. Il sapere esiste solo nell’invenzione, nella re-invenzione, nella ricerca inquieta, impaziente, permanente che gli uomini fanno nel mondo col mondo e con gli altri”.
P. Freire (1968), La pedagogia degli oppressi, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2011, pp.57-58


Eva Kotatkova

André Henri Dargelas, Le tour du monde

Andrè Henri Dargelas, Il maestro addormentato

Albert Anker, Scuola d'infanzia sul ponte Kirchenfeld, 1900


venerdì 30 agosto 2019

Il NIDO

K. Oppel (2015), Il nido, Rizzoli, Milano.

Steve è un ragazzo di quindici anni “spaventato e strambo e apprensivo”, e spesso triste senza nemmeno sapere perché. Steve pensa di non essere come tutte le altre persone. Quelle normali.
Si sente guasto come il suo fratellino che è nato con qualcosa che non va “al cuore, agli occhi e al cervello”. Il piccolo, così si limita a chiamarlo Steve invece che con il suo nome -Theodore, deve essere aggiustato o meglio scambiato con un nuovo bambino perfetto che strane creature luminose, che gli appaiono in sogno, stanno fabbricando. 
La disabilità di Theodore irrompe nella vita di Steve e della sua famiglia in modo inaspettato e impetuoso generando rabbia, paura, dolore, stanchezza. Ma soprattutto obbliga Steve a fare i conti con la sua fragilità, con la sua sensibilità e limitatezza.
In questo splendido romanzo di Kenneth Oppel, Steve compie un percorso immaginifico tra visioni e sogni situati al confine tra visibile e invisibile che lo porterà a disfarsi della terribile e dolorosa etichetta di “normale” per poter assumere e abitare le molteplici dimensioni della fragilità. 
Sarà in grado di riconoscere anche la fragilità del fratellino e salvarlo dalle temute creature con ali chiare, leggere e sottili come la garza?


domenica 25 agosto 2019

Long Light

«Un amico mi ha chiesto se i dipinti parlano. Se fosse possibile. Ho detto sì: ma con il linguaggio della luce. I dipinti parlano con il linguaggio della luce. Silenziosi: con una luce interiore. Una luce esteriore che è l’immagine e una luce interiore che è l’anima». Sean Scully

Landline curve, 2016

Landline magenta, 2016

Happy Days, 2015-2016

Any Questions, 1984

Madonna, 2019
dal 18 aprile 2019 al 6 gennaio 2020
Piazza Litta 1, Varese
Per informazioni: www.scullyforvillapanza.it

lunedì 19 agosto 2019

Essere la vita


“Mi ricordo all’improvviso di quando ero bambino e vedevo, come non posso vedere oggi, il mattino che sfavillava sulla città. Essa allora non sfavillava per me, ma per la vita, perché io allora, non essendo cosciente, ero la vita. Vedevo il mattino e sentivo allegria; oggi vedo il mattino e sento allegria e divento triste. Il bambino è rimasto, ma è ammutolito”.
F. Pessoa (2015), Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares, Feltrinelli, Milano, p.45

Ford Madoz Brown, Cattivo soggetto, 1863


“Un giovane è uno che esplora le possibilità, uno per cui la vita non è pianificata come un viaggio organizzato (con tutte le necessarie assicurazioni), uno che non considera la vita come una linea dritta – la strada più breve, il percorso più comodo e con il minimo spreco di energie. È al contrario uno che sperpera, che rischia e non valuta le sue azioni in base al rapporto costo-benefici.
[…] L’obiettivo della sua vita è la vita stessa.
Come scrive il poeta greco Konstantinos Kavafis, Itaca è nel cammino che porta a Itaca. E imboccare il percorso più breve per giungere a Itaca ci farebbe sicuramente perdere Itaca. È esattamente in questo che risiede la specificità della giovinezza: esplorare le proprie possibilità, assumere rischi, correre dietro a molte lepri, abbandonarsi con passione, scottarsi, tornare indietro…”
M. Benasayag (2019), Funzionare o esistere?, VP, Milano, pp.20-21

giovedì 25 luglio 2019

Quando si gioca si fa sul serio


“Finché si scherza d’accordo, ma quando si gioca si fa sul serio”.
E. Sciarra (2010), L’arte del gioco, Milano, Ugo Mursia, p.19.


Gaetano Chierici, L’istinto alle armi, 1868

domenica 14 luglio 2019

The Body, the Mind, the Space


“Una sfida importante nella mia carriera è stata quella di individuare l’animale nell’essere umano e l’essere umano nell’animale”. Roger Ballen

Froggy Boy, USA, 1977
Tommy, Samson and a Mask, 2000

Waif, 2012

“Nulla è una messa in scena. E nulla è già presente. Tutto si trasforma attraverso la macchina fotografica”.

Dogfellows, 2014
Transformation, 2014
Victor, 2015

Dal 9 giugno all’8 settembre 2109
Fondazione Sozzani, Corso Como 10 - Milano

giovedì 11 luglio 2019

Animali sbagliati

Franco Matticchio, Animali sbagliati, Vànvere Edizioni, Roma, 2016


L’è tutto sbagliato
L’è tutto da rifare
G. Bartali

Questo post è tutto sbagliato. Il correttore automatico mi fa notare, con la spietata sottolineatura rossa, che ogni parola è errata, che tutti gli animali, nati dall’immaginazione di Franco Matticchio, non sono ammissibili nel rigido vocabolario di chi, indurito dal dovere, non può più permettersi di perdere tempo a scherzare, ridere e divertirsi. Bisogna correggere, non si può regredire.
Ma noi vogliamo fermarci per sfogliare le pagine di questo spassoso libro e provare a giocherellare con le parole come fanno i bambini, che forse saprebbero immaginare animali ancora più bislacchi e divertenti.


L'ACCIUGAMANO

LA VACCA DA BAGNO

IL VAMPIRAÑA

L'ARPADILLO

IL PANDALONE

GLI INNAMORATTI

mercoledì 10 luglio 2019

Gioco di cappelli


Gioco di cappelli è un cortometraggio sperimentale del regista e pittore Hans Richter, prodotto a Berlino tra il 1927 e il 1928.
Vi lasciamo godere la visione di questo breve filmato in cui il regista tedesco si diverte a giocare con la realtà, ad animare gli oggetti che perdono la loro funzionalità ordinaria per fluttuare nell’aria, moltiplicarsi, nascondersi, scomparire e riapparire. E nel tempo magico e misterioso del gioco le lancette inesorabili dell’orologio sembrano arrestarsi.

sabato 6 luglio 2019

Una splendida giornata

Una splendida giornata (2017) di R. Jackson, illustrato da Suzy Lee, Terre di mezzo, Milano.

Una giornata può essere splendida sia che il tempo sia bello o brutto, sia che piova o ci sia il sole, sia in casa che all’aperto. I bambini sono “enigmi luminosi” che hanno la sorprendente capacità di trasformare la realtà, di scombinare l’ordine del reale per creare scenari imprevedibili dove girare esultanti, danzare in una pozzanghera, planare sul prato, scivolare tra i fiori, fischiettare o gridare festanti.
I bambini scoppiano di vita tra le pagine del fantastico libro di Richard Jackson, illustrato da Suzy Lee, e attraverso il gioco e l’immaginazione ludica dipingono con colori brillanti il bianco e nero delle pagine della vita.
«Così, tutt’insieme.
Trallallero e trallallà».




giovedì 20 giugno 2019

Signori bambini


Tema:
Una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico, ti precipiti in camera dei tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini. (p.19)

Il compito, assegnato per punizione dal temibile e detestato Monsieur Crastaing a tre allievi colpevoli di aver fatto un disegno ironico e denigrante dello stesso insegnante, è il pretesto, per Daniel Pennac, per creare una storia divertente e imprevedibile, per avviare una riflessione sull’infanzia.
Non vi sveleremo cosa succederà a Igor, Joseph e Nourdine e ai loro genitori, ma vi restituiamo le parole appassionate di Crastaing, professore inossidabile che ha la capacità di trasformare i suoi allievi in statue di sale e di ricercare l’infanzia perduta.

“Darei qualsiasi cosa, mi sentite, assolutamente qualsiasi cosa per fare mio solo un secondo della vostra infanzia! Provarne la gioia imbecille! L’ignoranza così piena! I dispiaceri ottusi! La propensione a passioni a ripetizione, a rinnegamenti fulminei, all’oblio a comando, alla cicatrizzazione immediata! La sbalorditiva assenza di motivazioni! L’ebbrezza del presente! La coscienza puramente digestiva! Darei qualsiasi cosa per essere stupido, un istante, come un bambino! Godere appieno di questa stupidità!
Pascermi una volta per tutte di questa idiozia delle origini e tornare al mio io adulto sentendo finalmente di cosa mi sono liberato, a cosa sono stato capace di sfuggire, cosa la mia coscienza ha sconfitto! Come dev’essere bello un ricordo d’infanzia!
[…] Come si deve essere pienamente quando si viene da dove siete voi!
Con tutta quella stupidità dietro le spalle! E come si vive male, quando non si è mai sentito quell’afrore! Come si esiste poco senza infanzia!” (p.176).

domenica 9 giugno 2019

We the Animals



We the Animals è il titolo originale del film del regista statunitense Jeremiah Zagar, malamente italianizzato in Quando eravamo fratelli. C’è una differenza, non sottile, nell’attribuzione dei due titoli perché ognuno può esprimere, a mio parere, uno sguardo diverso sul film.
Quello che a noi interessa è lo sguardo del bambino, di Jonah, i cui profondi e insondabili occhi blu vengono inquadrati costantemente e a distanza ravvicinata per farci intuire i suoi pensieri, il suo modo di sentire e percepire, le sue rêverie tradotte dal regista in immagini oniriche.
Immagini di infanzia, di crescita e individuazione, autorealizzazione e frustrazione, spensieratezza e sofferenza, scorribande e pericoli, sogni e fughe, nascondimenti e condivisione, istintualità e aggressività, fiducia e tradimenti.
Manny, Joel e Jonah costituiscono un piccolo branco, sono tre fratelli, di origini portoricane e americane, che vivono in una zona rurale degli Stati Uniti in una famiglia con poche risorse economiche e educative. Un branco senza un capo, senza riferimenti genitoriali di cui fidarsi e a cui affidarsi e incapaci di accogliere i cambiamenti imprevedibili legati alla crescita di ognuno, in particolare di Jonah. Il bambino trova, nel suo rifugio segreto sotto il letto, la possibilità di esprimere la sua personalità e identità sessuale attraverso l'arte del disegno. Finché verrà scoperto. 



sabato 1 giugno 2019

Il diritto al riposo, al tempo libero, al gioco


«Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale e artistica. Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali»
Art. 31, Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, 1989

Giovanni Giacometti, Fanciulli al sole, 1910

Joan Miró, Composition (Petit univers), 1933

Paul Gauguin, Lotta di bambini bretoni, 1888

Félix Vallotton, Trois femmes et un petite filles jouant dans l’eau, 1907

Paul Klee, Marionette (colorate su fondo nero), 1930

Massimo Campigli, Il gioco del filo, 1946

domenica 26 maggio 2019

Luciano di Danio Manfredini


“Fatti, incontri, dialoghi, frasi, segreterie telefoniche, immagini, suggestioni accumulate nel corso della mia vita e depositate nel mio mondo interiore.
Il soggetto è un uomo con le sue ansie, paure, desideri, bisogni, stati d’animo, umori. Una chimica dei passaggi che l’essere compie sulla terra di fronte all’amore, al sesso, al denaro, alla follia, la solitudine, i ricordi, la morte.
La memoria si compone e si decompone come un caleidoscopio sul corpo dell’attore.
Se i modelli di comportamento presentati rimandano al mondo dei folli è perché esso più di qualunque altro contesto mi ha rivelato un’immagine contemporanea dell’inquieta umana condizione interiore” (D. Manfredini, Al presente, Edizioni Cadmo, Roma).

Non aggiungiamo altro alle parole di Danio Manfredini, figura unica e particolare nel teatro di ricerca italiano, per presentare il suo ultimo spettacolo “Luciano” e raccontare il lavoro dell’attore su di sé.
Due anni fa, assistemmo a una prova che il regista aveva voluto sottoporre allo sguardo del pubblico e oggi, dopo un lungo percorso di ricerca artigianale e teatrale, l’abbiamo riguardato e ritrovato modificato, distillato in immagini potenti e sognanti che restituiscono un'opera essenziale, simbolica, un microcosmo che si ricostituisce ogni volta nello spazio vuoto del teatro illuminando l’essenza intima e comunitaria di ogni essere umano.


martedì 21 maggio 2019

GiocaMI Festival del Gioco da Tavolo - Milano 25 maggio 2019

GiocaMI Festival del Gioco da Tavolo:  un evento pubblico organizzato da Fondazione De Marchi e dedicato ai Giochi da Tavolo.
dalle 11:15 parteciperanno alla tavola rotonda Francesca Antonacci e Davide Fant, del gruppo Puer ludens.



I dettagli dell'evento:

Sabato 25 maggio presso Palazzo Marino (Milano) si svolgerà GiocaMI il Festival del Gioco da Tavolo.
- dalle 10 alle 18, nella corte interna di Palazzo Marino e nella Sala Alessi, saranno messe a
disposizione dei visitatori 30 postazioni da gioco in cui si alterneranno circa 100 diversi
giochi da tavolo.
- Alle 11, premiazione del concorso “Una Ludoteca da Sogno” a cui hanno partecipato  quarantacinque classi e oltre mille bambini delle scuole medie ed elementari, realizzato grazie alla collaborazione di Play Modena, MeMo e dell’editore Cmon.
- Alle ore 11:15 tavola rotonda “Esperienze di una società in gioco” che affronterà le tematiche dell’isolamento sociale e dei rischi connessi all’abuso degli strumenti digitali.
La tavola rotonda sarà moderata da Silvia Sacchi, giornalista del Corriere della Sera e vedrà la partecipazione di: Don Rigoldi, assessore Giulio Gallera, Emilio Fossali (presidente Fondazione De Marchi e direttore pronto soccorso Pediatrico), Cristiano Gandini ( responsabile ambulatorio di terapia del dolore in de Marchi), Antonella Costantino (neuropsichiatra infantile del Policlinico di Milano), Marco Crepaldi (fondatore di Hikikomori Italia), Oscar Suriano (ludologo), Francesca Antonacci (pedagogista), Davide Fant (pedagogista), Luca Borsa (autore di giochi da tavolo).