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giovedì 5 dicembre 2019

La felicità del gioco

"Nessun dovere astratto, nessuna preoccupazione eccessiva per il futuro ma piuttosto si dedichi ogni cura a ché il fanciullo possa godere nella sua vita di fanciullo, e non si creda al sciocco pregiudizio che pretende che in tal modo egli impiegherebbe i primi anni a non far niente. Come non è niente esser felice? Niente giocare, saltare, correre tutta la giornata? In tutta la sua vita non sarà più tanto occupato” (Rousseau, Emilio, 1972, p.114)

                         André Henri Dargelas, Playtime
          Helen Levitt. N.Y, 1940

Joaquín Sorolla, Running along the Beach,1908 



sabato 30 novembre 2019

Vado via!

B. Colombo, P. Canonica, Vado via!, Bohem Press Italia, Piazzola sul Brenta (PD), 2019

“Ho deciso: vado via!
Mi sta stretta casa mia!
Babbo e mamma invadenti:
“Non gridare! Lava i denti!”
Sono stufa di ubbidire
E di aver tarpato il dire…”

La piccola e indisciplinata protagonista della storia di Betty Colombo, illustrata da Paloma Canonica, ha deciso di compire un gesto sovversivo, ha deciso che è arrivato il momento di disobbedire, di fuggire dalla casa che le impone solo ordini e divieti.
Così si prepara, come una provetta viaggiatrice, alla partenza. La bambina desidera l’avventura, scoprire il fuori, al di là delle pareti strette e eccessivamente protettive di casa sua. Ma ben presto si rende conto di aver ancora bisogno dei suoi genitori. Decide allora di restare, a patto che la mamma e il papà si rendano disponibili a incontrarla e comprenderla.

“Vado via!” è una filastrocca che restituisce, attraverso il ritmo incalzante e schietto delle rime, il sentire dei bambini, in bilico tra il desiderio di autonomia e la necessità di essere accolti, ascoltati e visti dagli adulti. Tra le pagine di questo libro, i bambini possono ritrovarsi e dare un nome alle loro emozioni e gli adulti hanno l’opportunità di fermarsi per dismettere il loro ruolo, a volte esclusivamente sanzionatorio e disciplinante, e reimparare a nuotare verso l’isola dell’infanzia.


domenica 27 ottobre 2019

VIVIAN MAIER. A COLORI


“Osservando le sue fotografie, vediamo come Vivian Maier avesse imparato a osservare il comportamento umano, l’avvenimento che accade in un attimo preciso, il lampo di un gesto, l’espressione di un volto: eventi che trasformavano ai suoi occhi la quotidiana vita di strada in una rivelazione”.
Joel Meyerowitz








*Alcune fotografie sono prese dal catalogo “Vivian Maier. A colori”, Colin Westerbeck, premessa di Joel Meyerowitz

24 ottobre 2019- 19 gennaio 2020
Galleria Forma Meravigli
Via Meravigli 5 - Milano

venerdì 25 ottobre 2019

Educare l'anima

"É chiaro che stiamo parlando di educare l’anima, e non di inserire a forza in ogni opinione un contenuto, dandogli espressione artistica. Perché allora si avrebbe solo un lavoro cerebrale senza vita. Come abbiamo detto, l’opera d’arte ha un’origine misteriosa. Se l’anima dell’artista è viva non ha bisogno di teorie cerebrali. Trova da sola qualcosa da dire, qualcosa che nemmeno l’artista in quel momento conosce. Gli dice quale forma usare e dove trovarla (nella “natura” esteriore o in quella interiore). Ogni artista che si ispira al cosiddetto sentimento sa che la forma che ha immaginato può improvvisamente apparirgli ripugnante, e un’altra forma, giusta, può “da sola” sostituirsi alla prima, rifiutata. Böcklin diceva che un’opera d’arte giusta dev’essere come una grande improvvisazione, cioè che meditazione, costruzione, composizione preliminare non sono uno stadio in funzione di un fine, perché il fine deve risultare inaspettato all’artista stesso".
Wassily Kandinsky, Lo spirituale nell’arte, Se, Milano, 1989, p.89.

Robert Delaunay, Hommage à Blériot, 1914

Wassily Kandinsky, Rot, 1924

Paul Klee, Port florissant (image de voyage), 1938

Wassily Kandinsky, Improvisation 35, 1914

Jean Dubuffet, Mire G 112 (Kowloon), 1983

mercoledì 16 ottobre 2019

Le radici nel cielo. La disciplina del funambolo per la formazione dell'educatore.

Le radici nel cielo. 
La disciplina del funambolo per la formazione dell'educatore
 di Giulia Schiavone, FrancoAngeli, Milano, 2019.




Come il funambolo ricerca un equilibrio precario in condizioni estreme, anche l’educatore sembra dover sostenere prove analoghe. Una delle questioni principali dell’educatore sembra infatti essere il suo modo di posizionarsi, di ‘prendere posizione’ sulla scena educativa. Come porsi nei confronti dell’altro? Davanti? Accanto? Dietro? Istanze queste che rivelano non solo un modo di muoversi e di spostarsi del corpo nello spazio ma anche e soprattutto un preciso modo di pensare e di mettere in forma la propria progettualità.
Nella prospettiva di un professionista in continua formazione e trasformazione, la disciplina esercitata dal funambolo sembra così tradursi in una duplice istanza: a radicarsi, per essere autenticamente e consapevolmente presenti e ad espandersi, per essere ricettivi, aperti, pronti a ricevere e ad accogliere l’altro. Allenando a una presenza con-centrata, vigile e attenta, gli esercizi psicofisici tratti dal training psicofisico del funambolo, nel testo documentati e rielaborati, possono così responsabilizzare anche l’educatore circa la propria postura – fisica, emotiva e cognitiva -, spronandolo a interrogarsi costantemente rispetto al senso e all’intenzione messa nel proprio agire.
Il volume, rivolto a educatori, insegnanti e formatori, performer e praticanti di discipline artistico-corporee, è un invito a destrutturare il proprio abituale modo di camminare e di attraversare la scena educativa-performativa, per esperire l’equilibrio come tensione vitale al movimento e alla ricerca di un continuo bilanciamento.



Laboratorio di Gioco per Anziani

Laboratorio di Gioco per Anziani tra le attività dell'Associazione per il Refettorio Ambrosiano di Milano.



Il gioco non è solo un'attività per bambini, ma coinvolge tutte le età della vita, a maggior ragione la terza età, che è nuovamente liberata dagli impegni del lavoro. Saranno proposti giochi da fare in piccolo gruppo con il semplice, ma importante, obiettivo di condividere momenti di benessere.
Un'occasione per stare insieme divertendosi e rilassandosi presso il Refettorio Ambrosiano: un luogo speciale, nel quale passare con gli altri momenti leggeri e divertenti.

Gli incontri, progettati e condotti dal gruppo di ricerca interuniversitario Lusory Warp (Università Milano Bicocca e Politecnico di Milano), saranno sempre di lunedì dalle 15.00 alle 16.30 nelle seguenti date:

- 9 dicembre 2019
- 13 gennaio 2020
- 10 febbraio 2020
- 9 marzo 2020
- 11 maggio 2020

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

domenica 13 ottobre 2019

Il bambino sottovuoto


Marius è un bambino di sette anni bravo, educato e obbediente. Marius è stato prodotto in fabbrica per rispondere alle aspettative e al desiderio di futuri genitori di avere un bambino intelligente, responsabile, sottomesso, incapace di dire parolacce e comportarsi scorrettamente.
Marius, per sbaglio, viene consegnato "sottovuoto" in un barattolo di vetro alla signora Berta Bartolotti, una donna senza età che la gente giudica «un tipo eccentrico» perché ha uno strano modo di vestirsi, si mette troppo trucco in viso e parla da sola  a voce alta. Ha, inoltre, una passione sfrenata per i buoni, gli ordini d'acquisto, i campioni gratuiti e le offerte speciali che le riempiono la casa di oggetti non propriamente utili come un'enciclopedia degli animali in diciassette volumi, nove rotoli da preghiera buddista, dieci paia di mutande in angora extra-large. 
Ma in particolare, la signora Bortolotti non può soffrire tutta una serie di parole: "oltre a 'dovere', 'coi piedi per terra', 'di sana pianta', odiava 'scopo', 'sensato', 'normale', 'istruttivo', 'per bene', 'decoro', 'morale', 'casalinga', 'consono' e 'appropriato' ".
Queste le inverosimili premesse e inaspettate condizioni entro cui si realizza l' incontro tra Marius, bambino modello, sapiente e ligio al dovere e Berta Bartolotti, mamma non convenzionale, buffa e scompigliata.
I due imparano a conoscersi e a volersi bene tra incomprensioni e gag spassose finché, un giorno, i signori della fabbrica si accorgono dell'errore e vogliono indietro il loro prodotto per consegnarlo ai legittimi proprietari. 
Riuscirà la signora Bartolotti, insieme ai suoi amici e complici, Kitti e il signor Egon, a tenere Marius?

Il bambino sottovuoto è un romanzo della scrittrice austriaca Christine Nöstlinger (nobel della letteratura per ragazzi) pubblicato nel 1975 che ci sembra quanto mai riproponibile nell'odierna società della perfezione e della performatività. Ai bambini è richiesto, quotidianamente, di essere docilmente obbedienti, sempre attivi e performanti per rispondere alle aspettative adulte e raggiungere una presunta perfezione fisica, estetica, cognitiva, emotiva, morale - pena la marchiatura a bambino incompetente e problematico.
Il bambino sottovuoto offre ai bambini, e anche agli adulti, la possibilità di uscire dalle righe, di sbagliare, di giocare, di urlare, di essere "diseducati", di non conformarsi a un modello che non potrà mai corrispondere alla natura curiosa, misteriosa e ambigua del bambino.


lunedì 30 settembre 2019

Repubblica luminosa

A.Barba, Repubblica luminosa, La nave di Teseo, Milano, 2018


Sono fatto di due cose che non possono
essere ridicole: un selvaggio e un fanciullo.
Paul Gauguin

Repubblica luminosa è un libro dello scrittore spagnolo Andrés Barba, pubblicato nel 2017.
Racconta, in forma di cronaca, le vicende della piccola cittadina di San Cristobal che, improvvisamente e silenziosamente, viene invasa da una banda di trentadue bambini, dai nove ai tredici anni. Nessuno sa da dove vengano, hanno facce da insetti, parlano una lingua incomprensibile nata in gioco, vivono per strada, affamati e violenti, confondendosi con i bambini indigeni del posto. Vivono in gruppo, come api che formano un alveare la loro vita sembra asservita a un insieme, a una sorta di repubblica. Il loro arrivo sconvolgerà l’ordine della città ma soprattutto metterà in discussione l’immaginario mellifluo del mondo adulto legato all’infanzia, il mito dell’infanzia come paradiso perduto.
“Il mito dell’innocenza infantile è una forma imbastardita, positiva e comoda del mito del Paradiso Perduto. Santi, intermediari e vestali di tale religione tascabile, i bambini vengono incaricati di rappresentare per gli adulti lo stato di grazia originale” (p.30). 
I trentadue ragazzini, presenze reali o fantasmi nella cittadina tropicale, hanno ben poco di tale grazia originale, sono diversi dagli altri bambini, in loro sembra ci sia un’allegria e un senso di libertà a cui non potrebbero mai aspirare i giochi regolamentati e pieni di divieti dei bambini di San Cristobal. Forse hanno invaso la città per realizzare “il sogno infantile per antonomasia: la ribellione contro l’organizzazione degli adulti” (p.66), per instaurare una nuova civiltà basata su un nuovo ordine di sentimenti, di amore e odio, violenza e rabbia. 
E quando iniziano a diventare contagiosi, l’agente patogeno deve essere debellato.

giovedì 26 settembre 2019

Bbetween 2019 Performing Arts - Going to the Theatre

Sono aperte le iscrizioni per il percorso Bbetween 2019 Performing Arts – Going to the Theatre.

La tua non sarà una prestazione fisica, ma qualcosa di più profondo… stiamo allenando l’anima, il resto sono preoccupazioni da lasciare ai ginnasti (de León, 2015).

Attraversando i territori del teatro, della danza e del circo contemporaneo, il percorso prevede delle attività di conoscenza del gruppo, preparatorie ai temi degli spettacoli, la visione di tre spettacoli (circo contemporaneo, danza e teatro) e la visita per ciascuno di essi, del "dietro le quinte", nella quale si incontreranno i performer e i registi. 





Dall'alto. Prova ancora. Cadi ancora. Cadi meglio


Esemplari femminili 


Gino il postino


Un'occasione e una sfida per incontrare ed esperire il linguaggio delle arti performative come tensione equilibrante tra istanze spesso scisse nel nostro panorama culturale: corpo e mente in primo luogo, ma anche sentimento e ragione, anima e spirito, cuore e pulsione creativa, memoria e sensazione, desiderio e paura, forza e leggerezza.
Le attività, supervisionate da Francesca Antonacci, saranno condotte da formatori professionisti esperti in arti performative e prevedono, nel primo e ultimo incontro, l’utilizzo di metodologie corporeo-espressive ed esperienziali, in piccolo e grande gruppo. 
Dove e quando?
  • 30 ottobre 2019, dalle ore 15.00 alle ore 18.30: Incontro Introduttivo, Università di Milano-Bicocca.
  • 3 novembre 2019, ore 16.30Visione dello spettacolo di Circo Contemporaneo “Dall’alto. Prova ancora. Cadi ancora. Cadi meglio”, Teatro Bruno Munari;
  • 4 novembre 2019, ore 16.00: Visita al dietro le quinte del Teatro Bruno Munari e incontro con i performer;
  • 9 novembre 2019, ore 19.00Visione dello Spettacolo di Teatro-Danza “Esemplari femminili” e a seguire incontro con i performer, Piccolo Teatro di Milano; 
  • 17 novembre 2019, ore 16.15Visione Spettacolo di Teatro “Gino il Postino” e a seguire incontro con i performer, Teatro Franco Parenti;
  • 18 novembre 2019, dalle ore 15.00 alle ore 18.30: Incontro Finale, Università di Milano-Bicocca.
Per iscrizioni e maggiori informazioni: https://www.unimib.it/bbetween/performing_arts
Scadenza iscrizioni: 6 ottobre 2019.

martedì 17 settembre 2019

L'isola

L’isola, di Mark Janssen (edizioni Lemniscaat, 2019), è un libro incantevole. Un papà, una bambina e un cane che approdano su una strana isola dopo un naufragio. L'evocazione di una più grande Tempesta, forse.
L'isola si rivela il dorso di una tartaruga gigante, che attraversa i mari incontrando meraviglie e li conduce, infine, a un lieto epilogo.
La formula del silent book è perfetta per queste pagine giganti che grondano colore. Gli occhi spalancati del piccolo (o grande) lettore restituiscono al libro quella qualità magica delle immagini di raccontare storie, evocare atmosfere e creare mondi.
Da leggere e rileggere all'infinito, colmi di meraviglia.


sabato 14 settembre 2019

Greta Grintosa

A.    Lindgren (1949), Greta Grintosa, Iperborea, Milano, 2017
Astrid Lindgren è l’amata e famosa autrice di Pippicalzelunghe. In questo post vogliamo presentarvi e suggerirvi la lettura di un altro suo fantastico libro, che racconta dieci storie di bambini a partire dallo sguardo dei bambini. Greta Grintosa è un libro che dà voce all’opinione e al vissuto dei bambini che si trovano ad affrontare la quotidianità (quella vera e non quella edulcorata!) e il mondo adulto, che spesso appare incomprensibile, ingiusto e distratto. 
Greta, Stig e Albin, Bertil, Göran, Gunnar e Gunilla, Lise-Lotta, Kalle, Barbro, Eva e Samuel sono i dieci piccoli protagonisti di giochi, avventure rocambolesche, viaggi immaginari, prove e difficoltà da superare che ci rimmergono nell’universo ambiguo e misterioso dell’infanzia.

Illustrazioni di Ingrid Van Nyman e Eva Billow

domenica 8 settembre 2019

Educare alla ricerca inquieta e impaziente del sapere


“Parlare della realtà come qualcosa di fermo, statico, suddiviso e disciplinato, o addirittura dissertare su argomenti completamente estranei all’esperienza esistenziale degli educandi, è sempre stata la suprema inquietudine di questa educazione. L’educatore è l’agente indiscutibile, il soggetto reale, il cui compito sacro è “riempire” gli educandi con i contenuti della sua narrazione. Contenuti che sono dei veri e propri ritagli della realtà, sconnessi rispetto all’insieme da cui hanno origine, e in cui troverebbero significato. La parola, in queste dissertazioni, si svuota della dimensione concreta che dovrebbe avere, o si trasforma in bla-bla-bla, in verbosità alienata e alienante.
[…] Educatore e educandi si confinano nell’archivio perché, in questa visione deformata dell’educazione, non esiste creatività, non esiste trasformazione, non esiste sapere. Il sapere esiste solo nell’invenzione, nella re-invenzione, nella ricerca inquieta, impaziente, permanente che gli uomini fanno nel mondo col mondo e con gli altri”.
P. Freire (1968), La pedagogia degli oppressi, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2011, pp.57-58


Eva Kotatkova

André Henri Dargelas, Le tour du monde

Andrè Henri Dargelas, Il maestro addormentato

Albert Anker, Scuola d'infanzia sul ponte Kirchenfeld, 1900


venerdì 30 agosto 2019

Il NIDO

K. Oppel (2015), Il nido, Rizzoli, Milano.

Steve è un ragazzo di quindici anni “spaventato e strambo e apprensivo”, e spesso triste senza nemmeno sapere perché. Steve pensa di non essere come tutte le altre persone. Quelle normali.
Si sente guasto come il suo fratellino che è nato con qualcosa che non va “al cuore, agli occhi e al cervello”. Il piccolo, così si limita a chiamarlo Steve invece che con il suo nome -Theodore, deve essere aggiustato o meglio scambiato con un nuovo bambino perfetto che strane creature luminose, che gli appaiono in sogno, stanno fabbricando. 
La disabilità di Theodore irrompe nella vita di Steve e della sua famiglia in modo inaspettato e impetuoso generando rabbia, paura, dolore, stanchezza. Ma soprattutto obbliga Steve a fare i conti con la sua fragilità, con la sua sensibilità e limitatezza.
In questo splendido romanzo di Kenneth Oppel, Steve compie un percorso immaginifico tra visioni e sogni situati al confine tra visibile e invisibile che lo porterà a disfarsi della terribile e dolorosa etichetta di “normale” per poter assumere e abitare le molteplici dimensioni della fragilità. 
Sarà in grado di riconoscere anche la fragilità del fratellino e salvarlo dalle temute creature con ali chiare, leggere e sottili come la garza?


domenica 25 agosto 2019

Long Light

«Un amico mi ha chiesto se i dipinti parlano. Se fosse possibile. Ho detto sì: ma con il linguaggio della luce. I dipinti parlano con il linguaggio della luce. Silenziosi: con una luce interiore. Una luce esteriore che è l’immagine e una luce interiore che è l’anima». Sean Scully

Landline curve, 2016

Landline magenta, 2016

Happy Days, 2015-2016

Any Questions, 1984

Madonna, 2019
dal 18 aprile 2019 al 6 gennaio 2020
Piazza Litta 1, Varese
Per informazioni: www.scullyforvillapanza.it

lunedì 19 agosto 2019

Essere la vita


“Mi ricordo all’improvviso di quando ero bambino e vedevo, come non posso vedere oggi, il mattino che sfavillava sulla città. Essa allora non sfavillava per me, ma per la vita, perché io allora, non essendo cosciente, ero la vita. Vedevo il mattino e sentivo allegria; oggi vedo il mattino e sento allegria e divento triste. Il bambino è rimasto, ma è ammutolito”.
F. Pessoa (2015), Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares, Feltrinelli, Milano, p.45

Ford Madoz Brown, Cattivo soggetto, 1863


“Un giovane è uno che esplora le possibilità, uno per cui la vita non è pianificata come un viaggio organizzato (con tutte le necessarie assicurazioni), uno che non considera la vita come una linea dritta – la strada più breve, il percorso più comodo e con il minimo spreco di energie. È al contrario uno che sperpera, che rischia e non valuta le sue azioni in base al rapporto costo-benefici.
[…] L’obiettivo della sua vita è la vita stessa.
Come scrive il poeta greco Konstantinos Kavafis, Itaca è nel cammino che porta a Itaca. E imboccare il percorso più breve per giungere a Itaca ci farebbe sicuramente perdere Itaca. È esattamente in questo che risiede la specificità della giovinezza: esplorare le proprie possibilità, assumere rischi, correre dietro a molte lepri, abbandonarsi con passione, scottarsi, tornare indietro…”
M. Benasayag (2019), Funzionare o esistere?, VP, Milano, pp.20-21

giovedì 25 luglio 2019

Quando si gioca si fa sul serio


“Finché si scherza d’accordo, ma quando si gioca si fa sul serio”.
E. Sciarra (2010), L’arte del gioco, Milano, Ugo Mursia, p.19.


Gaetano Chierici, L’istinto alle armi, 1868

domenica 14 luglio 2019

The Body, the Mind, the Space


“Una sfida importante nella mia carriera è stata quella di individuare l’animale nell’essere umano e l’essere umano nell’animale”. Roger Ballen

Froggy Boy, USA, 1977
Tommy, Samson and a Mask, 2000

Waif, 2012

“Nulla è una messa in scena. E nulla è già presente. Tutto si trasforma attraverso la macchina fotografica”.

Dogfellows, 2014
Transformation, 2014
Victor, 2015

Dal 9 giugno all’8 settembre 2109
Fondazione Sozzani, Corso Como 10 - Milano

giovedì 11 luglio 2019

Animali sbagliati

Franco Matticchio, Animali sbagliati, Vànvere Edizioni, Roma, 2016


L’è tutto sbagliato
L’è tutto da rifare
G. Bartali

Questo post è tutto sbagliato. Il correttore automatico mi fa notare, con la spietata sottolineatura rossa, che ogni parola è errata, che tutti gli animali, nati dall’immaginazione di Franco Matticchio, non sono ammissibili nel rigido vocabolario di chi, indurito dal dovere, non può più permettersi di perdere tempo a scherzare, ridere e divertirsi. Bisogna correggere, non si può regredire.
Ma noi vogliamo fermarci per sfogliare le pagine di questo spassoso libro e provare a giocherellare con le parole come fanno i bambini, che forse saprebbero immaginare animali ancora più bislacchi e divertenti.


L'ACCIUGAMANO

LA VACCA DA BAGNO

IL VAMPIRAÑA

L'ARPADILLO

IL PANDALONE

GLI INNAMORATTI